REGISTRARE UNA CONVERSAZIONE E USARLA IN TRIBUNALE: E’ LEGALE?

Registrare una conversazione e usarla in tribunale: è legale? Sì, ma solo a determinate condizioni.

Il tema è molto dibattuto, perché tocca il delicato equilibrio tra diritto alla prova e tutela della riservatezza.

Quando è consentita la registrazione

La legge italiana consente di registrare una conversazione a cui si partecipa personalmente, senza dover informare l’interlocutore.

Non si tratta di intercettazione (che è riservata solo all’autorità giudiziaria), ma di una registrazione effettuata da un privato che prende parte attivamente al dialogo.

In questo caso, non c’è violazione della privacy, perché chi parla accetta implicitamente che l’altro ascolti – e, quindi, anche che possa registrare.

Questo vale per telefonate, incontri in presenza e anche messaggi vocali.

Quando la registrazione può essere usata come prova

Una volta fatta, la registrazione può essere ammessa come prova in giudizio, sia in sede civile che penale, se è rilevante ai fini del processo e non ottenuta in modo illecito.

Per esempio, può essere utile per dimostrare minacce, ammissioni di colpa, o anche per documentare l’inadempimento di un accordo.

Attenzione: la registrazione è lecita solo se effettuata da uno dei partecipanti alla conversazione.

Registrare una telefonata tra altri due soggetti, senza che chi registra sia presente o partecipe, è invece un reato (intercettazione abusiva, art. 615 bis c.p.).

Attenzione alla diffusione

Se registrare e usare in giudizio una conversazione è lecito, non lo è condividerla con terzi o pubblicarla sui social.

La diffusione non autorizzata di contenuti audio può integrare reati come la violazione della privacy o la diffamazione, e portare a responsabilità anche civili.

In sintesi

Registrare una conversazione e usarla in tribunale è possibile, se si è parte della conversazione stessa e se la registrazione serve a tutelare un proprio diritto.

Ma bisogna sempre evitare di diffonderla al di fuori del processo, per non incorrere in violazioni gravi della legge.

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L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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