Chi paga le spese legali sostenute per ottenere il rimborso quando il volo è in ritardo?
È il tema affrontato dalla Corte di Cassazione in una recente pronuncia che rafforza la tutela dei passeggeri e affronta una situazione molto frequente: quella di chi, per ottenere un indennizzo che gli spetta per legge, è costretto a sostenere ulteriori costi.
La vicenda: undici ore di ritardo e una tutela solo parziale
La passeggera aveva subito un ritardo di più di 11 ore su un volo Malaga-Treviso e si era rivolta a una società specializzata per ottenere l’indennizzo previsto dalla normativa europea. Ryanair aveva riconosciuto il diritto alla compensazione pecuniaria di 400 euro, ma si era rifiutata di rimborsare i costi sostenuti per l’assistenza legale necessaria a far valere il proprio diritto.
Il Tribunale di Treviso aveva deciso per il rimborso ma aveva negato alla passeggera il diritto alla rifusione delle spese sostenute.
La questione è quindi arrivata fino in Cassazione.
Il principio affermato dalla Cassazione
La Suprema Corte ha chiarito un principio molto importante: il passeggero non deve essere penalizzato economicamente per aver dovuto sostenere spese necessarie a ottenere ciò che gli spettava già per legge.
Quando la compagnia aerea omette di adempiere spontaneamente ai propri obblighi e costringe il consumatore ad attivarsi per ottenere il rimborso, anche le spese sostenute per questa attività possono diventare risarcibili.
La Cassazione ha quindi annullato la decisione dei giudici precedenti, disponendo un nuovo esame della vicenda.
Quali sono i diritti del passeggero in caso di ritardo
Il Regolamento europeo n. 261/2004 prevede una compensazione economica in caso di ritardi superiori a tre ore, salvo la presenza di circostanze eccezionali. L’importo varia in base alla distanza del volo e può arrivare fino a 600 euro.
Accanto a questo diritto, il passeggero può ottenere anche assistenza durante l’attesa, come pasti, bevande, eventuale pernottamento e, nei casi previsti, il rimborso o la riprotezione su un altro volo.
Inoltre, stando alla recente pronuncia della Cassazione, laddove sia necessario sostenere delle spese per ottenere il riconoscimento della compensazione, anche le spese dovranno essere oggetto di rimborso.
Una decisione che rafforza la tutela dei consumatori
La pronuncia assume particolare rilevanza perché affronta un problema molto diffuso.
Spesso gli importi riconosciuti ai passeggeri non sono elevatissimi e molte persone rinunciano ad agire proprio per il timore che le spese necessarie per recuperare il proprio credito finiscano per assorbire il beneficio economico ottenuto.
La Cassazione, invece, manda un messaggio chiaro: il costo della tutela non può ricadere sul consumatore quando è la compagnia aerea ad aver dato origine alla controversia con il proprio inadempimento.
In conclusione
Se il passeggero è costretto a sostenere costi per ottenere la compensazione economica che gli spetta, tali spese possono essere poste a carico del vettore aereo.
Una decisione che rafforza la tutela dei consumatori e che ricorda un principio semplice ma fondamentale: far valere un proprio diritto non dovrebbe trasformarsi in un ulteriore costo per chi ha già subito un disservizio.
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