FIGLIO MAGGIORENNE: È DOVUTO IL MANTENIMENTO?

Se il figlio è maggiorenne, è ancora dovuto il mantenimento?

È una domanda che molti genitori divorziati si pongono, soprattutto quando i figli terminano gli studi, iniziano a lavorare oppure, pur avendo raggiunto una certa età, continuano a dipendere economicamente dai genitori.

Sul tema è tornato recentemente il Tribunale di Salerno con la sentenza n. 2319 del 14 aprile 2026, ribadendo un principio ormai centrale nella giurisprudenza: il mantenimento del figlio maggiorenne non è automatico né può durare indefinitamente.

Il mantenimento non finisce automaticamente con la maggiore età

Il raggiungimento dei diciotto anni, da solo, non basta a far cessare l’obbligo dei genitori.

La legge prevede infatti che il figlio abbia diritto a essere mantenuto fino a quando non abbia raggiunto una reale indipendenza economica.

Questo significa che il mantenimento può continuare anche durante gli studi universitari o nei primi anni di ingresso nel mondo del lavoro, purché il figlio segua un percorso serio e coerente verso l’autonomia.

Quando il mantenimento può cessare

Secondo il Tribunale di Salerno, il punto centrale è verificare se il figlio abbia raggiunto una concreta capacità di mantenersi da solo.

L’esistenza di un’attività lavorativa stabile, di un reddito adeguato o comunque di competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro può portare alla cessazione dell’obbligo di mantenimento.

La sentenza sottolinea che il diritto al mantenimento non può trasformarsi in una forma di assistenza permanente.

Il figlio maggiorenne ha infatti anche un dovere di attivarsi per raggiungere la propria indipendenza economica.

Conta anche l’atteggiamento del figlio

Uno degli aspetti più importanti riguarda proprio il comportamento concreto del figlio. I giudici valutano non solo se esista o meno un reddito, ma anche l’impegno nella ricerca di un’occupazione e il percorso personale e professionale intrapreso.

In altre parole, il mantenimento non può giustificare situazioni di inerzia o di prolungata dipendenza economica non supportata da reali difficoltà.

E se il figlio perde il lavoro?

La decisione affronta anche un tema molto delicato: cosa accade se il figlio, dopo aver raggiunto una certa autonomia, perde l’occupazione.

Secondo il Tribunale, la perdita del lavoro non comporta automaticamente il ritorno del diritto al mantenimento.

Se il figlio ha ormai acquisito esperienza professionale, capacità lavorative e concreta possibilità di reinserimento nel mercato, il percorso verso l’autonomia si considera comunque avviato.

Una valutazione caso per caso

Naturalmente non esiste una regola identica per tutti. L’età del figlio, il tipo di studi, il contesto lavorativo e le concrete opportunità di occupazione devono essere valutati singolarmente.

Il principio, però, è chiaro: il mantenimento serve ad accompagnare il figlio verso l’indipendenza, non a sostituirsi stabilmente ad essa.

In conclusione

Tornando alla domanda iniziale, vale a dire se al figlio maggiorenne sia o meno dovuto il mantenimento, la risposta dipende dalla reale situazione del figlio e dal suo percorso verso l’autonomia economica.

La sentenza del Tribunale di Salerno conferma un orientamento sempre più rigoroso: il mantenimento non è un diritto illimitato nel tempo, ma uno strumento finalizzato a consentire al figlio di diventare economicamente indipendente.

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L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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