La multa di 100 euro al giorno al genitore inadempiente che non paga gli alimenti non è più solo una possibilità teorica: il Tribunale di Verona l’ha applicata concretamente con un’ordinanza dell’11 febbraio 2025.
È la prima applicazione concreta dell’art. 473-bis.39 del codice di procedura civile, introdotto dalla riforma Cartabia.
La norma prevede che, nei procedimenti relativi a persone, minorenni e famiglie, il giudice possa applicare una sanzione a carico del genitore che non adempia agli obblighi derivanti da provvedimenti giudiziari.
Nel caso veronese, il padre non aveva versato il contributo dovuto di 300 euro mensili a favore dei figli minori; il Tribunale ha quindi stabilito una multa di 100 euro per ogni giorno di ritardo.
Oltretutto, la decisione è stata presa dal giudice d’ufficio, senza alcuna richiesta dell’altro genitore.
Questo rappresenta un importante cambio di prospettiva: non solo si tutela il diritto dei figli al mantenimento, ma si rafforza l’autorità delle decisioni giudiziarie e si incentiva l’adempimento spontaneo.
Non solo mantenimento: altre ipotesi di applicazione
Ma le sanzioni pecuniarie non riguardano solo il mantenimento; l’articolo 473-bis.39 può essere utilizzato in tutti i casi in cui una delle parti non rispetti gli obblighi imposti dal giudice.
Pensiamo, ad esempio, alla madre che impedisce al padre di vedere i figli nonostante un provvedimento che regoli il diritto di visita: anche in questo caso il giudice può imporre d’ufficio una multa giornaliera per ogni giorno di mancata attuazione.
L’obiettivo è duplice: garantire l’effettività delle pronunce giudiziarie e tutelare i diritti dei figli, che spesso sono le vittime indirette delle conflittualità tra genitori.
Come già visto, l’applicazione della norma può avvenire su richiesta di parte, ma anche d’ufficio, e non è necessario che si tratti di reiterate inadempienze: anche un singolo episodio può essere sanzionato se comporta un pregiudizio concreto.
Sanzioni efficaci, ma nel rispetto dell’equilibrio familiare
In questo contesto, la riforma Cartabia si dimostra uno strumento utile a rendere più efficiente e giusta la giustizia familiare.
Il ricorso a queste sanzioni dovrà essere sempre proporzionato e motivato, ma rappresenta un importante deterrente contro comportamenti irresponsabili o strumentali.
E, soprattutto, costituisce un segnale chiaro che i provvedimenti del giudice non possono essere ignorati impunemente.
Ti è piaciuto questo articolo? Lasciaci un commento!
Potrebbe interessarti anche:
Sepavorzio: separazione e divorzio in un unico atto
Quali sono le spese straordinarie per il mantenimento dei figli?
Affido paritetico e nessun mantenimento: i nuovi orientamenti giurisprudenziali
Ultimi post di Avv. Laura Citroni (vedi tutti)
- TRADIMENTO E SEPARAZIONE: L’ADDEBITO NON È AUTOMATICO - 17/07/2026
- CASA VACANZE OCCUPATA SENZA TITOLO: COSA PUOI FARE - 03/07/2026
- VOLO IN RITARDO: CHI PAGA LE SPESE LEGALI? - 18/06/2026