MATERNITA’ SURROGATA: ORA E’ UN REATO UNIVERSALE

La maternità surrogata è già da tempo vietata in Italia, ma con la recente approvazione della legge 169/2024 è diventata un reato universale, ossia perseguibile penalmente anche se praticata all’estero da cittadini italiani.


Facciamo un passo indietro. Qualche tempo fa avevamo già affrontato il tema della maternità surrogata, analizzando la normativa allora vigente e le sue implicazioni.


Da allora, però, il quadro legislativo è cambiato in modo significativo e sono state introdotte restrizioni ancora più rigide, che meritano di essere approfondite.


Cosa prevede la nuova legge sulla maternità surrogata?


Già la legge n. 40/2004 vietava la maternità surrogata sul territorio nazionale e puniva con la reclusione da tre mesi a due anni e con multe fino a un milione di euro chiunque realizzasse, organizzasse o pubblicizzasse la surrogazione di maternità o la commercializzazione di gameti ed embrioni.


La novità introdotta nel 2024 è l’estensione della giurisdizione italiana anche a condotte compiute oltre confine. In altre parole, chiunque, pur trovandosi all’estero, ricorra alla gestazione per altri potrà essere perseguito una volta rientrato in Italia.


Le sanzioni previste sono decisamente severe: si va dalla reclusione da tre mesi a due anni, con multe che possono arrivare fino a un milione di euro per chiunque organizzi, promuova o faciliti questa pratica.


L’obiettivo dichiarato della legge è quello di impedire ogni forma di sfruttamento delle donne e della loro capacità riproduttiva, rafforzando un principio già presente nella legislazione italiana dal 2004.


Un dibattito ancora aperto


Questa modifica ha acceso il dibattito. I sostenitori della legge la considerano necessaria per tutelare la dignità delle donne e prevenire possibili forme di sfruttamento.

Tuttavia, molte voci critiche sottolineano come il divieto assoluto non tenga conto delle situazioni in cui la surrogazione avviene in maniera etica e regolamentata, come in Canada o in alcuni stati degli USA, dove la gestazione per altri è consentita solo in forma altruistica.


Con l’introduzione del reato universale, le coppie italiane che prima potevano accedere a questa possibilità all’estero ora rischiano conseguenze legali, Ciò solleva interrogativi sulla libertà di scelta e sulla protezione dei diritti dei bambini nati da questa pratica.


Non a caso, la norma è già oggetto di contestazioni legali da parte di numerose associazioni che intendono battersi per tutelare le coppie che si trovano ora in una situazione di incertezza giuridica.

Le coppie che hanno iniziato questa pratica prima che venisse dichiarato “reato universale” rischiano (come già successo) di trovarsi bloccate nello Stato estero dov’è nato il bambino.


Ma non solo. Una volta rientrati in Italia, si trovano a dover affrontare situazioni complesse, sia sul piano civile che su quello penale.


Restano aperte molte domande: cosa accadrà dunque ai bambini nati attraverso la maternità surrogata all’estero? Le autorità italiane riconosceranno comunque i loro diritti? E quali saranno le conseguenze concrete per le famiglie coinvolte?


Il tema continua a dividere e, nonostante la legge sia stata approvata, il confronto resta aperto.


Cosa pensi di questa importante novità legislativa? Fammelo sapere nei commenti!


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L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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