Il 21 marzo scorso, con una decisione rivoluzionaria, la Corte Costituzionale ha stabilito che escludere le persone single dall’adozione internazionale è incostituzionale.
Ha dunque cancellato il divieto previsto dall’articolo 29-bis, comma 1, della legge 184/1983, aprendo finalmente la strada all’adozione per chi, pur non essendo sposato, desidera accogliere un bambino.
Si tratta evidentemente di un enorme cambiamento, che mette al centro il diritto dei minori a trovare una famiglia.
Motivazioni
La Corte ha basato la sua decisione su diversi principi fondamentali, tra cui il diritto del minore a una famiglia e il principio di non discriminazione.
Un punto chiave della sentenza è il richiamo all’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, che tutela il diritto alla vita familiare: la Corte ha sottolineato che la legge italiana, escludendo a priori i single dall’adozione internazionale, rischiava di compromettere il miglior interesse del minore, che dovrebbe prevalere su considerazioni di carattere meramente formale.
Inoltre, la Corte ha ribadito che l’idoneità all’adozione deve essere valutata caso per caso, basandosi sulle capacità affettive, educative e materiali della persona richiedente, e non sul suo stato civile.
Ma come si procede alla richiesta di adozione internazionale per single?
Come meglio precisato sul sito della Commissione per le Adozioni Internazionali, Il primo passo è presentare una domanda di idoneità al Tribunale per i Minorenni territorialmente competente.
Dopo aver avviato la richiesta, verrà effettuata una valutazione da parte di un’équipe specializzata, che analizzerà la capacità del richiedente di accogliere e crescere un bambino, le sue condizioni economiche e abitative ed il suo stato psico-emotivo.
Se il Tribunale riconosce l’idoneità, rilascerà un decreto che consente di procedere con l’adozione internazionale.
A questo punto, un ente autorizzato individuerà un Paese disponibile ad accettare la richiesta, dato che non tutte le nazioni consentono l’adozione ai single.
L’ente selezionato presenterà la candidatura alle autorità del paese scelto.
Se viene accettata, inizierà il processo di abbinamento con un minore in cerca di una famiglia. Una volta confermata l’adozione secondo le regole del paese di origine del bambino, quest’ultimo potrà essere portato in Italia, dove si completerà il riconoscimento legale per rendere finalmente valida l’adozione anche a livello nazionale.
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