DROPSHIPPING: REGOLE E RESPONSABILITA’

Quando si parla di “dropshipping” si fa riferimento ad un modello di vendita caratterizzato dalla presenza di tre soggetti: l’acquirente, il venditore ed il fornitore. Il venditore, che si occupa esclusivamente della fase di vendita, non possiede un magazzino (quindi non svolge attività di storage) ma trasmette l’ordine ricevuto ad un fornitore, il quale si occuperà di imballare e spedire il prodotto direttamente all’acquirente.

Tale sistema nell’ultimo decennio si è diffuso esponenzialmente in Europa, specialmente tra i giovani, i quali spesso non hanno a disposizione un capitale sufficiente per avviare da zero un’attività diretta.

Come si può facilmente intuire, il lavoro che svolge il dropshipper è, di fatto, quello di mettere in collegamento il potenziale acquirente con il fornitore: il soggetto interessato ad acquistare un determinato prodotto effettuerà una ricerca online ed atterrerà sulla home page del sito di dropshipping. A quel punto, navigherà sul sito ed effettuerà l’ordine, che verrà automaticamente trasmesso al fornitore che preleverà l’articolo dal suo magazzino e lo spedirà all’acquirente.

Il guadagno del dropshipper consiste in una percentuale contrattualmente predeterminata da applicare sull’importo di vendita del prodotto; ma allora qual è il beneficio che trae il fornitore dal ricorrere ad un intermediario per la vendita?

La risposta è semplice: il dropshipper sarà ben posizionato sul mercato, avrà svolto una fruttuosa attività di marketing tale da renderlo un punto di riferimento per gli utenti e per i potenziali acquirenti di determinate categorie di prodotti, dunque il fornitore, avvalendosi dell’intermediario, usufruisce del suo posizionamento per raggiungere il mercato in modo più incisivo e capillare.

È bene precisare però che, come per tutti i rapporti giuridici, anche per quello tra fornitore ed intermediario è consigliabile che venga predisposto un dettagliato contratto, onde evitare il più possibile rischi di controversie. Non esiste un modello di contratto che possa essere applicato a tutti i rapporti di dropshipping, ma ci sono degli aspetti che è bene prendere in considerazione sin dall’inizio.

In particolare, è opportuno in primo luogo stabilire come verrà effettuato il pagamento in favore del dropshipper: le somme verranno corrisposte direttamente dall’acquirente in favore del fornitore, il quale poi verserà quanto dovuto all’intermediario, oppure quest’ultimo riceve le somme, trattiene la percentuale e versa il residuo in favore del fornitore?

Inoltre, dovrà essere precisato quale delle parti sceglie il trasportatore, se l’intermediario o il fornitore, e dovrà altresì essere stabilito, di concerto con la società di trasporto, quali sono le responsabilità di volta in volta attribuibili ai singoli soggetti per il caso di perdita del prodotto, danneggiamento, furto e via dicendo.

In ogni caso, se tali aspetti non vengono previsti nel dettaglio, la legge colma le lacune contrattuali con la disciplina generale: il Codice del Consumo prevede espressamente che la garanzia per i difetti di conformità dei prodotti venduti debba essere prestata dal fornitore e non dall’intermediario. Se però il difetto di conformità del prodotto dipende da una condotta errata del dropshipper (il quale, per esempio, ha fornito all’acquirente una descrizione scorretta del prodotto), il fornitore avrà a sua volta la possibilità di rivalersi sul dropshipper.

Inoltre, dovrà essere precisata la legge applicabile nel caso di eventuali controversie: in particolare, solitamente, si consiglia al dropshipper di inserire nel contratto che la legge applicabile sarà quella italiana.

Il motivo è semplice: nel caso di diversa regolamentazione, potrebbe accadere che la legge applicabile al caso concreto sia quella straniera. Ciò potrebbe condurre le parti a sostenere dei costi non previsti a causa della poca conoscenza della legge straniera.

Infine, ricordiamo che anche nel caso in esame, come per tutti gli acquisti effettuati online, la legge riconosce in capo all’acquirente un diritto di recesso esercitabile entro 14 giorni dall’acquisto senza fornire alcuna spiegazione: a fronte dell’esercizio del diritto di recesso, il fornitore dovrà restituire all’acquirente il prezzo del prodotto restituito e, a sua volta, il dropshipper dovrà restituire al fornitore la percentuale che aveva trattenuto a titolo di commissione.

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L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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