AFFIDO ESCLUSIVO SE UN CONIUGE NON COMUNICA CON L’ALTRO

Affido esclusivo se un coniuge non comunica con l’altro: una situazione sempre più ricorrente nei procedimenti familiari e che, in alcuni casi, può legittimare il giudice a escludere uno dei due genitori dalla responsabilità genitoriale condivisa.

Nel nostro ordinamento, l’affido condiviso è il modello privilegiato, perché consente a entrambi i genitori di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la crescita del figlio.

Tuttavia, questa modalità richiede una cooperazione minima tra i coniugi: se manca il dialogo, viene meno anche la possibilità concreta di gestire insieme l’educazione e il benessere del minore.

Quando il silenzio diventa un problema

Bloccare l’altro genitore su WhatsApp, ignorare sistematicamente i suoi messaggi, evitare ogni forma di confronto: sono atteggiamenti che – pur non essendo apertamente conflittuali – possono compromettere la serenità del figlio.

Non serve infatti un clima violento o apertamente ostile per pregiudicare l’affido condiviso.

Basta che uno dei due coniugi si sottragga in modo sistematico alla comunicazione. In questi casi, i giudici possono disporre l’affido esclusivo.

Il principio è semplice: se i genitori non dialogano, il modello condiviso diventa solo una finzione e si rischia di aggravare le tensioni familiari, con ricadute anche sul minore.

Un esempio concreto: l’ordinanza della Cassazione

Un esempio emblematico è rappresentato dall’ordinanza n. 27348/2022 della Corte di Cassazione, in cui i giudici hanno confermato l’affido esclusivo a favore della madre, ritenendo che il padre – pur non essendo conflittuale – avesse assunto un comportamento di chiusura totale: nessun contatto, nessuna risposta, nessuna collaborazione.

Secondo la Corte, l’affido esclusivo è giustificato non solo nei casi in cui ci siano comportamenti dannosi o aggressivi, ma anche quando uno dei coniugi si dimostra incapace o non disposto a partecipare, in modo attivo e responsabile, alla vita del figlio.

La responsabilità genitoriale richiede comunicazione

Il principio dell’affido esclusivo se un coniuge non comunica con l’altro è sempre più riconosciuto nei tribunali ed evidenzia che la responsabilità genitoriale non è solo un diritto, ma un impegno.

Significa essere presenti, informati, pronti a collaborare anche quando il rapporto di coppia è finito.

Non si tratta di “andare d’accordo” a tutti i costi, ma di non sottrarsi alla responsabilità di essere genitori.

Il silenzio, se sistematico e ostinato, può essere considerato una forma di disinteresse che giustifica l’intervento del giudice.

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L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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