Sembra non trovare tregua il (giustissimo) dibattito relativo al contratto di lavoro applicabile alla categoria dei riders. Abbiamo già avuto occasione di trattare della precarietà di tali rapporti contrattuali, ma purtroppo la questione è ancora all’ordine del giorno.
Lo scorso 15 settembre AssoDelivery, associazione che rappresenta le imprese che ricorrono a strumenti digitali per la gestione della delivery (quali JustEat, Deliveroo, Foodora, ecc), ed il sindacato Ugl hanno sottoscritto un Contratto Collettivo Nazionale che disciplina proprio il rapporto di lavoro dei riders.
Tale accordo prevede una retribuzione oraria minima di dieci euro e delle maggiorazioni per il lavoro notturno o nel caso di maltempo; in più, ai ciclofattorini dovranno essere forniti indumenti ad alta visibilità ed un casco protettivo, oltre che una copertura assicurativa per le ipotesi di infortunio.
Il CCNL così stipulato è stato ampiamente contestato sia dai lavoratori diretti interessati che dai sindacati maggiormente rappresentativi, vale a dire Cgil, Cisl e Uil. Ed il motivo delle contestazioni risiede nella circostanza che, in primo luogo, il contratto qualifica il lavoro come lavoro autonomo e non come lavoro subordinato: alla luce di ciò, molte tutele vengono meno.
Per esempio, i lavoratori non hanno diritto a giorni di malattia retribuiti, alle ferie o alla tredicesima. Inoltre, si tratta pur sempre di contratti che non hanno una durata prestabilita e che contribuiscono alla precarietà che caratterizza l’odierno mondo del lavoro.
Oltretutto le associazioni sindacali lamentano la loro esclusione dalla negoziazione, alla quale invece avrebbero dovuto prender parte in considerazione della loro grande rappresentatività.
Per fortuna, nulla pare esser definitivo: è di ieri la notizia di un nuovo tavolo di discussione che vede il coinvolgimento del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, che svolge il ruolo di mediatore ma al tempo stesso sostiene, di fatto, le ragioni dei riders, di AssoDelivery e dei sindacati dei lavoratori. Benché sembri, per ora, essersi concluso in un “nulla di fatto”, le parti in causa mostrano di essere tutte disposte alla negoziazione.
Il primo punto da discutere sarà proprio quello della categorizzazione del contratto di lavoro, se autonomo o dipendente: da ciò, discenderà il riconoscimento di tutte le garanzie correlate al tipo di inquadramento. Nel frattempo, i lavoratori continuano a manifestare ed a scioperare per far valere i propri diritti ad un trattamento lavorativo giusto e dignitoso.
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