Pubblicare foto di minori può essere reato: è quanto ha recentemente affermato il Tribunale di Milano in un’ordinanza che sta facendo molto discutere.
Secondo i giudici, la condivisione non autorizzata di immagini di bambini e ragazzi sui social può integrare una condotta penalmente rilevante, in presenza di determinate condizioni.
Il caso e il principio affermato
Nel caso esaminato, un genitore aveva pubblicato online diverse immagini del figlio minore senza il consenso dell’altro genitore.
Il Tribunale ha ritenuto che tale condotta violasse l’art. 10 del codice civile, gli artt. 96 e 97 della legge sul diritto d’autore (L. 633/1941), ma soprattutto l’art. 614 c.p. in tema di violazione della vita privata, e l’art. 595 c.p. in caso di contenuti potenzialmente lesivi della reputazione del minore.
Inoltre, se dalla pubblicazione deriva un’esposizione mediatica eccessiva o un rischio concreto per la riservatezza e l’incolumità del minore, può essere configurata anche la violazione dell’art. 16 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e, in alcuni casi, la violazione dell’art. 8 della CEDU sul diritto alla vita privata e familiare.
In pratica: posso pubblicare foto di bambini sui social?
Sì, ma con molta attenzione.
Se si è entrambi genitori, è necessario il consenso di entrambi alla pubblicazione delle immagini del figlio minorenne. In caso di disaccordo, è il giudice a decidere.
Se invece si è terzi (nonni, amici, insegnanti, ecc.), serve il consenso espresso e documentabile di chi esercita la responsabilità genitoriale.
Evitare immagini che mostrino il minore in situazioni potenzialmente imbarazzanti, riconoscibili pubblicamente o in contesti che potrebbero essere fraintesi.
Impostare profili social privati e limitare la visibilità dei contenuti solo a persone fidate è una buona prassi, ma non elimina il rischio giuridico in caso di contestazione.
Conclusioni
La decisione del Tribunale di Milano – secondo cui pubblicare foto di minori può essere reato – rappresenta un importante monito per chiunque pubblichi contenuti online, anche in buona fede.
Il rispetto della riservatezza e della dignità dei minori non è solo una questione morale, ma anche giuridica, e può dar luogo a responsabilità civili e penali.
Ti è piaciuto questo articolo? Lasciaci un commento!
Potrebbe interessarti anche:
Maternità surrogata: ora è un reato universale
Scelta del nome del neonato: regole e novità legislative
Separazione e figli minori: quali conseguenze
Ultimi post di Avv. Laura Citroni (vedi tutti)
- TRADIMENTO E SEPARAZIONE: L’ADDEBITO NON È AUTOMATICO - 17/07/2026
- CASA VACANZE OCCUPATA SENZA TITOLO: COSA PUOI FARE - 03/07/2026
- VOLO IN RITARDO: CHI PAGA LE SPESE LEGALI? - 18/06/2026