I bonifici dai genitori ai figli sono molto comuni, soprattutto quando si tratta di contribuire all’acquisto di una casa, sostenere le spese universitarie o aiutare economicamente un figlio.
Ma questi trasferimenti di denaro possono essere tassati? Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha riportato l’attenzione sull’argomento, chiarendo in quali circostanze anche una donazione effettuata tramite bonifico possa essere soggetta a imposta.
I bonifici tra genitori e figli sono tassati?
Non tutti i trasferimenti di denaro tra familiari sono soggetti a tassazione.
Un genitore può contribuire alle spese quotidiane del figlio, aiutarlo economicamente o effettuare un prestito senza che il semplice bonifico faccia scattare automaticamente un’imposta.
Diverso è il caso delle donazioni, cioè dei trasferimenti con cui una persona arricchisce volontariamente un’altra senza ricevere nulla in cambio.
La legge prevede, per le donazioni tra genitori e figli, una franchigia di un milione di euro per ciascun beneficiario, considerando anche le precedenti donazioni fiscalmente rilevanti effettuate dallo stesso donante.
Superata questa soglia, l’aliquota ordinaria è del 4% sulla parte eccedente.
Quando può scattare la tassa dell’8%?
La questione è stata affrontata dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 15315/2026, che riguarda il trattamento fiscale delle donazioni informali.
La normativa prevede che, in determinate circostanze, le liberalità non formalizzate possano essere accertate dall’Agenzia delle Entrate e assoggettate a un’imposta dell’8% sulla parte che supera la franchigia prevista.
Questo può accadere quando l’esistenza della donazione emerge dalle dichiarazioni rese dall’interessato nell’ambito di un procedimento di accertamento tributario.
Non significa, quindi, che ogni bonifico tra genitori e figli venga tassato all’8%.
Occorre verificare la natura del trasferimento, il suo valore e le condizioni previste dalla legge.
E se i genitori aiutano un figlio a comprare casa?
Una delle situazioni più frequenti riguarda i genitori che contribuiscono all’acquisto dell’abitazione del figlio.
In questi casi è importante distinguere tra la donazione di una somma di denaro e la cosiddetta donazione indiretta, attraverso la quale il genitore sostiene economicamente l’acquisto dell’immobile.
Le conseguenze giuridiche e fiscali possono essere differenti.
Quando il trasferimento è direttamente collegato all’acquisto della casa e ricorrono i requisiti previsti dalla normativa, possono trovare applicazione specifiche disposizioni che escludono l’imposta sulle donazioni.
Per questo è importante che il collegamento tra il contributo economico e l’acquisto dell’immobile risulti adeguatamente documentato.
Cosa scrivere nella causale del bonifico?
Anche la causale del bonifico può assumere rilevanza.
È opportuno indicare chiaramente la ragione del trasferimento, specificando, ad esempio, se si tratta di un contributo per l’acquisto della prima casa, di un prestito familiare o di un sostegno per determinate spese.
Una causale generica potrebbe rendere più difficile ricostruire, in caso di controlli, la reale natura dell’operazione.
Occorre però ricordare che la causale, da sola, non determina il trattamento fiscale del bonifico e non sostituisce gli eventuali requisiti formali previsti dalla legge.
Le donazioni possono creare problemi tra gli eredi?
Oltre agli aspetti fiscali, i trasferimenti di denaro dai genitori ai figli possono avere conseguenze anche sul piano successorio.
Immaginiamo che un padre contribuisca con 100.000 euro all’acquisto della casa di uno dei suoi due figli.
Alla sua morte, l’altro figlio potrebbe chiedere che quella donazione venga considerata nella divisione ereditaria.
Le donazioni effettuate in vita, infatti, possono rilevare ai fini della collazione e della tutela delle quote di legittima, secondo le condizioni previste dalla legge.
Per questo motivo, quando si trasferiscono somme importanti a un figlio, è opportuno valutare non soltanto gli aspetti fiscali, ma anche le possibili conseguenze sui futuri rapporti ereditari.
In conclusione
I bonifici dai genitori ai figli non sono automaticamente soggetti a tassazione. Tuttavia, quando il trasferimento costituisce una donazione, possono trovare applicazione specifiche regole fiscali, soprattutto in presenza di importi elevati.
La recente pronuncia della Cassazione richiama l’attenzione sull’importanza di distinguere tra semplici aiuti familiari, prestiti e vere e proprie donazioni.
Documentare correttamente il trasferimento e valutarne le conseguenze giuridiche può evitare problemi sia con il Fisco sia, in futuro, tra gli eredi.
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