Wedding Planner: consigli pratici e legali

E’ sempre più diffuso che le giovani coppie di sposi decidano di affidare l’organizzazione del loro matrimonio ad un wedding planner, letteralmente “organizzatore di matrimoni”, che dovrebbe sollevarli, il più possibile, dalle preoccupazioni legate alla pianificazione del grande giorno.

Tuttavia, prima di affidarsi ad un wedding planner è bene tenere a mente alcuni aspetti in modo da evitare il nascere di complicanze in un secondo momento.

Il wedding planner è una figura professionale non ancora regolamentata nel nostro paese, motivo per il quale il contratto eventualmente concluso con questo soggetto è qualificabile come contratto di prestazione occasionale.

La maggior parte dei wedding planner è titolare della sua personale agenzia, con partita iva, e può avvalersi anche dell’aiuto di collaboratori.

Trattandosi di una professione non riconosciuta, solitamente questi individui partecipano a corsi di formazione specialistici, certificati da attestati di frequenza.

È sempre opportuno, sin dal primo incontro, farsi mostrare dal wedding planner le foto degli eventi che è solito realizzare, in modo da valutare subito l’affidabilità e la professionalità del wedding planner scelto.

Normalmente, la coppia, d’accordo con il wedding planner, fissa un incontro conoscitivo nel quale, stabilito un budget, si deciderà un progetto di base del matrimonio cucito sulle esigenze e desideri degli sposi, sul quale poi si realizzerà un preventivo di massima relativo sia al compenso del wedding planner, sia ai servizi che potrebbero essere necessari.

La cifra che il wedding planner richiede a titolo di compenso per la sua prestazione potrà essere una somma fissa, decisa in partenza sulla base delle caratteristiche complessive dell’evento che andrà a realizzare, oppure potrà essere una cifra variabile sulla base del budget totale finale.

Sempre in questa fase iniziale il wedding planner propone i fornitori a cui è solito rivolgersi per la realizzazione dell’evento.

Questo aspetto da un lato può essere positivo, poiché è sinonimo del fatto che quel wedding planner svolge la sua attività in modo abituale, tanto da aver creato una rete di fornitori di fiducia con cui collaborare; dall’altro, bisogna comunque prestare attenzione perché non si può escludere che vengano proposti dei fornitori dai quali il wedding planner riceve una percentuale per ogni incarico.

Non è raro infatti che molti wedding planner facciano apparire di lavorare gratuitamente proprio perché in realtà percepiscono percentuali molto elevate dai fornitori con i  quali hanno fatto concludere il contratto agli sposi.

È evidente, in aggiunta, che i costi dei preventivi sottoscritti possano aumentare se, durante organizzazione, gli sposi decidano di apportare cambiamenti a quanto pianificato che comportino spese aggiuntive.

L’accordo stipulato con il wedding planner si considera concluso nel momento in cui viene approvato e firmato il preventivo proposto, momento in cui lo stesso wedding planner potrebbe richiedere il versamento di un acconto o di una caparra confirmatoria, che è legittimato a trattenere in caso gli sposi decidessero poi di rivolgersi altrove.

Parimenti, a titolo di acconto immediato, è possibile che venga richiesto anche un versamento di somme a favore dei fornitori scelti per esser certi di prenotarli per la data fissata per l’evento.

In ogni caso, si ricorda che dal contratto con il wedding planner è sempre possibile recedere, solitamente, tale diritto può essere esercitato fino a 60 giorni prima delle nozze, per il mezzo di una comunicazione scritta da inviare a mezzo raccomandata.

Il wedding planner è legittimato comunque a trattenere le somme versate fino a quel momento, anche in caso di annullamento del matrimonio, in quanto si tratta di un fatto a lui non imputabile.

Non solo, in caso di recesso è necessario pagare, in tutto o in parte, anche i fornitori incaricati nel caso in cui i servizi che dovevano fornire non possano più essere disdetti.

Il wedding planner non sarà neppure responsabile per eventuali omissioni o errori commessi dai fornitori da scelti.

Fare attenzione a questi piccoli accorgimenti permetterà di valutare sin da subito, ed al meglio, la professionalità ed affidabilità del wedding planner. Non solo, eviterà di incappare in soggetti non professionisti o in eventuali contenziosi in un momento successivo alle nozze, capaci di rovinare il ricordo di un avvenimento così importante.

 

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L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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5 commenti su “Wedding Planner: consigli pratici e legali”

  1. Ho frequentato un corso di wp e confermo tutto quanto riportato nell’articolo!
    Aggiungo un particolare che mi ha incuriosito e al tempo stesso sollevato un dubbio: la tutor del corso, organizzatrice di matrimoni di vips e calciatori, ci ha rivelato di dare appuntamento agli sposi mai nel proprio ufficio ma sempre a casa loro, in quella futura e/o in quella in cui convivono o da cui “provengono”, come trucco per conoscerli meglio. Sembra un’idea interessante, ma per una come me, estranea alle strategie di marketing e per natura molto diffidente, potrebbe piuttosto apparire come la mossa di un wp alle prime armi che non ha ancora un proprio studio e di conseguenza mi metterebbe un po’ “sul chi va là”…
    A voi risulta come prassi?

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    • Gentile Elena,
      come Lei stessa ha evidenziato, accade che spesso, i wedding planner non abbiano esperienza e siano alle prime armi.
      Per questo motivo spesso non hanno una struttura e utilizzano la “tecnica” da lei evidenziata perché non hanno un ufficio dove appoggiarsi.
      Non mi sento tuttavia di escludere che alcuni wedding planner, sicuramente professionali e professionisti, prediligano invece un approccio con gli sposi più “intimo” e personalizzato.

      il mio consiglio è quello di raccogliere quante più informazioni possibili in modo da essere certi della serietà della persona cui si decide di affidarsi per l’organizzazione del grande giorno.

      Rispondi
  2. Buongiorno,mi chiamo Sara,volevo chiedere un vostro parere.Chiedo scusa se mi dilungherò,ma spero comprendiate.
    Io e il mio compagno abbiamo scelto di farci seguire da una wedding planner firmando con loro a novembre 2019 un contratto con scadenza il 25luglio 2020.Fino ad oggi 29/4/20 hanno svolto il loro lavoro mediamente bene.Scelta dell’abito,contratti firmati con la location e fotografo.Le partecipazioni e le bomboniere ce ne siamo occupati noi per nostre conoscenze.Hanno ricercato il fiorista presentandomi solo 2preventivi e un solo preventivo per la musica da contratto e da come ci avevano spiegato ci avrebbero presentato 3proposte per ogni fornitore.Facendo anche una sorta di pressione per scegliere velocemente perché mancava poco tempo perché eravamo in ritardo con il programma.Con quest’ultimi non abbiamo ancora firmato nessun contatto.Qualche tempo fa per curiosità ho chiesto se era stato contattato il comune, pensavo se ne fossero occupati loro visto che da contratto c’era questa voce.A mia sorpresa non era stato fatto,così chiamo il comune che mi dice che purtroppo la data da me richiesta è al completo evche questa operazione doveva essere fatta prima di fermare la Villa.Riferisco un po’ seccata e perplessa,si giustificano che l’informazione ci era stata data anche se io ritengo che infornazione o no dovevi controllare e accertarti che era stato svolto,ma riescono a trovare una soluzione che però non c’è stata confermata.Purtroppo con la situazione del covid 19 abbiamo rinviato il matrimonio con il benestare dei fornitori a luglio dell’anno prossimo.Confermando il rinvio alla Wp telefonicamente mi dice che la società si scioglierà per mancanza di professionalità della socia(eravamo già al corrente della situazione da febbraio ma ci hanno sempre detto che sarebbe andato tutto bene)consigliandoci di recedere dal contratto da parte nostra altrimenti lo avrebbero fatto comunque loro perché la società non ci potrà seguire fino all’anno prossimo.Noi comprendiamo la situazione,se non fosse che dobbiamo dargli un altro acconto di 1100 che in parte ci sconteranno,per la chiusura del progetto perché a detta loro il loro lavoro l’hanno svolto e ci consegnano il matrimonio finito.Il contratto prevede Un’onere di 3000€ fino ad oggi gli abbiamo dato 1300€ Non capisco perché ci dobbiamo rimettere noi…ok la ricerca di fornitori,ma non mi sento di avere un matrimonio finito! secondo voi posso farlo? Grazie per la considerazione Sara

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    • Gentilissima Sara,
      al fine di poterLe fornire un parere completo in merito alla questione sottopostami, avrei bisogno di leggere attentamente il contratto da Voi sottoscritto.
      Ciò premesso, dalle informazioni che mi ha fornito mi sembra di capire che la Società non ha adempiuto a numerosi obbligazioni contrattuali, per cui Lei sarebbe legittimata – ai sensi dell’art. 1460 cc, a versare solamente il corrispettivo per i servizi ricevuti sino ad oggi.
      Per lo stesso motivo, potrebbe chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento del creditore in virtù di quanto disposto dagli articoli 1218cc e 1453 cc.
      Nel caso di specie, fortunatamente, Lei non ha subito un evidente ed ingente danno dalla società, e ciò per via dell’emergenza. Infatti, mi sembra di capire che, anche qualora la società avesse correttamente adempiuto (bloccando la data al Comune), quella data sarebbe stata comunque posticipata.
      Quanto sopra -tuttavia- non esclude il suo diritto a pagare, come sopra accennato, solamente le prestazioni ricevute.
      Alla luce di quanto sopra, se ha bisogno della nostra assistenza in merito, che consiste nell’esame della documentazione a Sue mani e nella predisposizione di una lettera di messa in mora alla Società, non esiti a contattarci in forma privata.

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