vaccinazioni obbligatorie

Vaccinazioni obbligatorie: le novità

La questione delle vaccinazioni obbligatorie, di grande attualità, crea non poche confusioni.

Cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento, tenendo in considerazione le importanti novità introdotte in materia dal decreto…, le cui misure entreranno in vigore dall’anno scolastico 2017/2018.

Il nuovo decreto… dichiara che in Italia le vaccinazioni obbligatorie sono dodici, non più quattro come qualche tempo fa, e sono: anti-difterica, anti-tetanica, anti-poliomelitica, anti-epatite virale B, anti-pertosse, anti Haemophilusinfluenzae B, anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite ed anti-varicella.

Alle vaccinazione obbligatorie corrisponde un obbligo del cittadino, che deve essere adempiuto senza attendere inviti e sollecitazioni da parte dell’ASL.

Il Sistema sanitario, infatti, non ha nessun obbligo di legge di inviare comunicazioni; è il cittadino a doversi informare tramite il calendario vaccinale regolarmente pubblicato.

Nel caso in cui si violi tale obbligo, il nuovo decreto prevede che ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e ai tutori è comminata la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 7.500 €; anche il dirigente scolastico è tenuto a segnalare alla ASL competente la presenza a scuola di minori non vaccinati.

Il Tribunale dei Minorenni può sospendere la potestà genitoriale nel caso in cui vi sia violazione di tale obbligo.

Stante l’obbligatorietà dei vaccini sopracitati, è possibile, per i genitori, praticare l’obiezione tramite una manifestazione di dissenso per la vaccinazione pediatrica dei propri figli.

Tale manifestazione deve essere corroborata dalla dimostrazione che la scelta di non vaccinare i propri figli è frutto di una decisione ponderata dai genitori con consapevolezza ed attenzione.

Cosa fare se, a seguito di una vaccinazione obbligatoria, si registrano degli effetti indesiderati, anche gravi e permanenti?

Gli effetti indesiderati possono essere distinti in due categorie:

effetti non prevedibili e non evitabili; effetti prevedibili ed evitabili.

È proprio questa distinzione a fondare il discrimine tra risarcibilità o indennizzabilità degli stessi.

Per gli effetti non prevedibili e non evitabili è previsto il rimedio dell’indennizzo.

In prima battuta questo indennizzo veniva riconosciuto solo per i danni da vaccinazione obbligatoria.

Altra pronuncia della Corte costituzionale ha poi allargato tale possibilità anche ai vaccini consigliati dalle autorità sanitarie.

Ma chi può far valere il diritto all’indennità?

Titolare del diritto non è solo il paziente (o i suoi aventi causa) ma anche coloro che abbiano riportato danni a causa del contatto con una persona vaccinata.

L’indennizzo è costituito da un assegno reversibile per 15 anni, cumulabile con ogni altro emolumento a qualsiasi titolo percepito e rivalutato annualmente.

Nel caso in cui dal vaccino sia derivata la morte, l’avente diritto può scegliere tra assegno reversibile o una somma determinata una tantum.

Per gli effetti prevedibili ed evitabili è previsto il rimedio del risarcimento.

Il risarcimento è ottenibile solo nel caso in cui il danno patito poteva essere previsto e dunque evitato.

In questo caso la responsabilità può essere ricondotta a soggetti diversi, a seconda del decorso causale del danno.

Se il danno è causato da un’intrinseca pericolosità del vaccino, la responsabilità ricade nei confronti del Ministero della Salute, per aver messo a disposizione dei pazienti un medicinale dannoso per la salute.

Se il danno è causato da una dannosa interazione tra farmaco ed organismo dovuta a una inidoneità fisica di quel paziente, la responsabilità ricadrà sul personale sanitario che si è occupato della somministrazione del vaccino e sull’Asl di riferimento per non aver valutato lo stato di salute del paziente.

La ricchezza di rimedi normativi apprestati dal legislatore è certamente connessa ai contrasti che queste tematiche hanno scatenato.

Le tutele previste, tuttavia, non fanno venir meno l’importanza del ricorso ai vaccini quali principali metodi di prevenzione delle malattie infettive, come testimoniano l’Organizzazione Mondiale della Sanità e gli esponenti della Comunità scientifica.

Addirittura in alcune regioni, per poter frequentare gli asili nido (e, in alcune, anche gli asili) i bambini dovranno necessariamente essere vaccinati.

Da questo mese, il Ministero della salute ha avviato una campagna di sensibilizzazione per la popolazione sull’importanza di tali vaccinazioni per la salute.

Ricordiamo quindi l’importanza di vaccinare i bambini, anche e soprattutto nel rispetto della comunità.

 

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Avv. Laura Citroni
L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.

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