SOCIAL NETWORK E DIRITTI DEI BAMBINI

C’è un tema che sempre più, negli ultimi tempi, è oggetto di discussione, ed è quello che riguarda i diritti dei bambini nell’era dei social network.

Parlando di condivisione sui social network delle immagini di soggetti terzi, abbiamo accennato al caso di pubblicazione di foto contenenti bambini, abitudine ormai sempre più diffusa.

In questo articolo parliamo delle conseguenze.

Le foto online dei bambini sono figlie di un orgoglio genitoriale innocuo o andrebbero evitate?

Quali possono essere le conseguenze?

Ricordo una battuta letta proprio su qualche social, in occasione dell’inizio delle scuole, quando le bacheche di ogni social erano invase di foto di bambini con lo zaino davanti a scuole: “Oggi ogni bambino si è svegliato consapevole di dover correre più veloce di sua madre per non finire sui social network”.

Più volte la polizia postale italiana ha lanciato allarmi per alzare la soglia di attenzione: una volta pubblicata in rete una fotografia, ne perdiamo definitivamente il controllo: possiamo cancellarla da facebook, instagram o twitter, ma non abbiamo nessun controllo sul c.d. “lato oscuro” della rete, di cui molti ignorano perfino l’esistenza.

Il rischio che le immagini vengano rubate e finiscano nel giro della pedopornografia online è già stato ribadito da più voci, ma senza pensare a conseguenze così negative, sarebbe opportuno tenere in mente che l’immagine  dei nostri figli potrebbe comunque venire utilizzata senza che ce ne accorgiamo.

Il pericolo di azioni legali contro i genitori “social” è concreto.

Sia da parte di un genitore nei confronti dell’altro (strumento tipico utilizzato per inasprire cause di separazione o divorzio già di per sé dolorose), sia da parte del figlio, una volta divenuto maggiorenne. Non è scontato, infatti, che i figli di genitori “social” crescano altrettanto attratti dai social network: ora i casi sono sporadici vista la giovane età della “febbre da condivisione”, ma non è escluso che in un prossimo futuro anche i figli decidano di agire in prima persona per la tutela dei propri diritti, sia in sede cautelare, chiedendo la rimozione delle immagini, sia nel merito, muovendosi per ottenere un risarcimento danni.

A sostenere l’eventuale azione giudiziaria c’è un elenco di norme molto lungo, a cominciare, ovviamente, dal T.U. sulla privacy (D.Lgs. n.196/2003, in particolare l’art. 23, secondo cui il trattamento dei dati personali è ammesso soltanto con il consenso espresso dell’interessato), o dall’art 167 del codice penale che prevede la reclusione fino a due anni per chi diffonde le immagini senza autorizzazione.

Aspetti ripresi anche agli articoli 96 e 97 della legge sul diritto d’autore, secondo cui il ritratto di una persona non può essere esposto senza il consenso di quest’ultima, a meno che non si tratti di un personaggio noto o la pubblicazione non sia giustificata. Anche la Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo considera la privacy un diritto fondamentale dell’essere umano.

Certo, appare un pò eccessivo pensare che i figli potranno decidere di agire nei confronti dei genitori per la pubblicazione di proprie fotografie, ma sapere che essi hanno il diritto di farlo potrebbe essere un monito per i genitori un po’ troppo presi dai social network.

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Avv. Laura Citroni
L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.

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