RECUPERO DEL CREDITO: IL DECRETO INGIUNTIVO

RECUPERO DEL CREDITO: IL DECRETO INGIUNTIVO

Alzi la mano chi almeno una volta nella vita ha avuto l’esigenza di attivarsi per recuperare un proprio credito. Siamo certe che sia capitato a moltissimi di voi.

Che si tratti di fatture scadute, prestiti non restituiti o cambiali/assegni non pagati, la posizione del creditore è sempre scomoda: molte volte non è sufficiente insistere per ottenere il pagamento e, comunque, potrebbe essere necessario attendere molto tempo.

Il nostro ordinamento mette a disposizione dei creditori uno strumento estremamente efficiente per ottenere il pagamento dovuto in tempi decisamente brevi: il decreto ingiuntivo.

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento che viene emesso dal giudice su richiesta del creditore e che, una volta rilasciato, costituisce il primo atto necessario per procedere coattivamente nei confronti del debitore fino ad arrivare, se sarà necessario, al pignoramento dei suoi beni e alla loro vendita forzata.

Ma andiamo con ordine. Cosa bisogna fare quando si ha un credito che si vuole recuperare?

Muniti delle prove dell’esistenza del proprio credito, si chiede al giudice di analizzare i documenti depositati e, sulla base di essi, di riconoscere la sussistenza del diritto di credito emettendo il decreto ingiuntivo. Quest’ultimo dovrà essere notificato al debitore, il quale in tal modo verrà a conoscenza dell’intenzione del creditore di recuperare giudizialmente il proprio credito.

Molto spesso non è necessario che il creditore proceda oltre.

Infatti, il debitore sarà spaventato dal rischio di pignoramento e di successiva espropriazione forzata, per due motivi: sia perché rischia che gli venga “sottratto” un bene di sua proprietà (che potrà essere un bene qualunque, dall’automobile, alla casa, al terreno), sia perché naturalmente le spese processuali aumentano ad ogni fase del procedimento e, poiché è il debitore ad essere in torto, le stesse sono poste a suo carico.

Di conseguenza, nella maggior parte dei casi, il debito viene estinto dopo la notifica del decreto ingiuntivo: da qui si coglie la straordinaria efficienza di questo provvedimento.

Tuttavia molte persone, a meno che non sia strettamente necessario, sono restie a contattare un avvocato per tutelare i propri diritti, a causa del necessario esborso iniziale che il professionista chiede al proprio cliente come fondo spese.

Quello che invece è bene sapere è che, quando il giudice emette il decreto ingiuntivo, pone tutte le spese (anche quelle da voi anticipate) interamente a carico del debitore. Perciò il debitore, quando pagherà il suo debito, pagherà in aggiunta anche le spese legali e processuali, dalla quali dunque voi sarete, di fatto, sollevati.

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Avv. Laura Citroni
L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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