Il reato di Stalking Condominiale

Lo stalking condominiale é un reato che introdotto recentemente in quanto sempre più spesso, vengono posti in essere comportamenti vessatori e offensivi da parte alcuni abitanti dei palazzi.

Lo stalking condominiale può essere definito come la condotta delittuosa posta in essere mediante comportamenti molesti e persecutori verso i vicini di casa, tali da far insorgere dei gravi e durevoli stati d’ansia, frustrazione e paura rapporti di vicinato sono un problema che coinvolge numerose persone. Tali sentimenti provocano quale immediata conseguenza la modifica delle proprie abitudini.

La fattispecie dello stalking è stata introdotta solamente con il “Decreto Sicurezza”, convertito con la legge del 24 aprile 2009 n. 28, il quale ha avuto l’importante compito di disciplinare l’art. 612 c.p. (vale a dire gli atti persecutori).

Gli elementi caratterizzanti questa fattispecie sono:

  1. reiterazione della condotta (non è sufficiente un solo episodio) e
  2. conseguenze negative nella vita delle vittime.

Nella realtà condominiale, questo reato può essere posto in essere mediante diversi comportamenti, quali, a titolo esemplificativo, il lavaggio ripetuto del pianerottolo nonostante la vicina si fosse lamentata della sua allergia al detersivo utilizzato, l’abbandono la spazzatura negli spazi comuni, l’avvelenamento degli animali domestici ecc.

Abbiamo già trattato parecchie questioni relative al condominio come i rumori,  bambini e animali prendendo in considerazione i vari fastidi che possono generarsi in queste grandi realtà. Tuttavia, lo stalking condominiale non é un mero fastidio  ma un vero e proprio reato.

Il delitto in esame può realizzarsi anche con i rumori molesti, vale a dire la confusione e il fragore posto in essere al solo scopo di arrecare un pregiudizio ai vicini (è necessario che sussista l’elemento soggettivo, cioè la volontà di porre in essere una condotta lesiva).

Lo stalking condominiale viene menzionato la prima volta nel 2011 dalla Corte di Cassazione che aveva configurato lo stalking condominiale nel comportamento di un uomo (affetto da una grave sindrome maniacale) che aveva ripetutamente aggredito fisicamente e minacciato di morte alcune donne del palazzo.

Nel caso di specie, erano state riconosciute come vittime anche alcune donne che, nonostante non fossero il bersaglio diretto del persecutore, avevano comunque subito conseguenze negative, vivendo in uno stato d’ansia e trovandosi costrette a modificare le proprie abitudini. Per questo motivo, l’imputato è stato condannato per stalking ai danni di tutte le donne abitanti all’interno del palazzo.

Allo stesso modo, la Corte di Cassazione, ha ravvisato la fattispecie di stalking condominiale anche nel 2013 nella condotta del vicino che gettava quotidianamente rifiuti di ogni genere nel giardino della vittima la quale, a causa di questo comportamento, soffriva di gravi e perduranti stati di ansia e sensazioni di pericolo per la propria incolumità.

Qualora si fosse vittime di stalking condominiale, bisognerà innanzi tutto rivolgersi all’amministratore, il quale ha il compito di mediare tra le Parti tentando la via conciliativa che dovrebbe portare a dirimere la questione.

Tuttavia, nel caso in cui una tale soluzione non fosse sufficiente, la vittima può presentare una richiesta di ammonimento al Questore, per il tramite dell’autorità di pubblica sicurezza, ai sensi dell’art. 8 D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito con modifiche in legge 23.04.2009 n. 38.

Qualora anche questo strumento non fosse sufficiente per far interrompere la condotta delittuosa, si rende necessario presentare una denuncia (entro sei mesi dalla realizzazione dei fatti).

Il giudice, dopo aver verificato la sussistenza del fatto (che possono essere dimostrati con la sola dichiarazione della vittima, dopo che si è verificata la sua credibilità ed attendibilità), potrà emettere un’ordinanza restrittiva, con cui impone allo stalker di lasciare la propria abitazione e di non avvicinarsi a più di 500 mt..

Nel caso di una sentenza di condanna nei confronti di uno dei condomini, l’amministratore è tenuto a informare ufficialmente tutti gli altri.

 

…ti é mai capitato di essere vittima di stalking condominiale? vuoi raccontarci la tua storia?

 

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Avv. Laura Citroni
L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.

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