PRODOTTI CONTRAFFATTI: COME TUTELARSI

A chi non è mai capitato di imbattersi in prodotti contraffatti?

Abbiamo già trattato il tema della contraffazione dei giocattoli e di tutte le conseguenze che ne derivano.

Tuttavia, dal momento che il fenomeno della contraffazione è sempre più diffuso, vogliamo trattare l’argomento a 360 gradi, senza limitarci al settore dei giocattoli.

Solo nel 2016, infatti, sono stati sequestrati 26 milioni di articoli contraffatti, per un valore di quasi 7 miliardi di euro.

Ma facciamo un passo indietro: cos’è la contraffazione?

“Contraffare” significa apporre, su prodotti di scarsa qualità, marchi o segni distintivi già registrati, in modo tale che i prodotti stessi vengano scambiati per originali.

Il settore più colpito dal fenomeno è sicuramente quello dell’abbigliamento e degli accessori, seguito dal settore agroalimentare e da quello dei medicinali.

Il primato spetta comunque alle grandi griffes della moda: è semplicissimo infatti trovare imitazioni di orologi, borse e scarpe dei migliori marchi, vendute a prezzi nettamente inferiori rispetto agli originali. Ed è proprio la facilità con cui è possibile reperire merce contraffatta, che spesso impedisce al consumatore di percepire l’influenza che può avere il suo acquisto sulla realtà che lo circonda.

Infatti, i danni causati dalla contraffazione, sono numerosi e colpiscono diversi soggetti:

  • i titolari del diritto all’uso esclusivo del segno, i quali vedono diminuire il fatturato e subiscono il danno derivante dalla perdita di immagine;
  • i consumatori e la “fiducia che questi ripongono nella generalità dei segni distintivi”, dunque il loro affidamento, oltre che, in alcuni casi, anche la loro salute (si pensi alla malattia che potrebbe derivare dalla contraffazione di prodotti farmaceutici o alla fabbricazione di giocattoli con materiale tossico o infiammabile).

Per questi motivi, il legislatore è corso ai ripari.

La recente Legge 99/2009, all’art. 15, applica la pena della reclusione dai 6 mesi ai 3 anni e la multa da 2.500 a 25.000 euro a in caso di contraffazione o alterazione di marchi o segni distintivi di prodotti industriali o a chi, senza essere concorso nella contraffazione o nell’alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati.;  LA norma punisce quindi non solo chi ha contraffatto i segni, ma anche chi ne fa uso senza aver partecipato alla contraffazione vera e propria.

Inoltre, l’art. 474 del codice penale punisce coloro i quali commercializzano o, comunque, mettono in circolazione i prodotti contraffatti.

Ma non è finita. La legge punisce anche chi acquista i prodotti contraffatti: è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria fino a 7.000 euro nei confronti di chi effettui un acquisto senza prima accertarsi della provenienza del prodotto, in presenza di indizi (qualità, condizioni di vendita, prezzo) che inducano a ritenere che siano state violate le norme di legge.

Non bisogna dunque sottovalutare i rischi che si corrono acquistando prodotti la cui provenienza sia dubbia e, per evitare di incorrere in sanzioni, è sempre necessario verificare l’autenticità di ciò che si acquista ponendo attenzione ad una serie di indizi, quali:

  • un prezzo troppo basso, che può certamente risultare invitante ma probabilmente è indice di scarsa qualità;
  • i luoghi di vendita: diffidare sempre da prodotti che vengono commercializzati da venditori non autorizzati, in luoghi quali spiagge, strade, mercatini… E’ importante acquistare presso un venditore che possa offrire garanzie sull’origine della merce;
  • Le etichette dei prodotti acquistati: diffidare dei prodotti che ne sono privi e dei prodotti che non contengono il “marchio CE”.

 

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Avv. Laura Citroni
L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.

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