Infortunio in palestra: tutela e risarcimento

Se alla lezione di step si subisce una caduta a causa del pavimento scivoloso o la fascia elastica malauguratamente cede provocando una slogatura alla spalla si tratta di uno spiacevole infortunio in palestra per il quale è possibile essere tutelati adeguatamente.

Vediamo dunque come non trovarsi impreparati in caso di infortunio in palestra e qual è il modo migliore per chiedere risarcimento al gestore della struttura.

Sicuramente, è opportuno rivolgersi immediatamente al medico e farsi rilasciare un certificato che attesti la gravità del danno e indichi le cure mediche adeguate. Buona prassi è conservare sempre tutte le ricevute dei pagamenti effettuati per svolgere le terapie poiché, se si è certi di essere in salute e di non aver sbagliato nell’uso degli attrezzi o nell’esecuzione dell’esercizio, a tempo debito, saranno rimborsate.

La prima tutela è, però, preventiva: è sempre consigliabile scegliere una palestra che preveda un’assicurazione il più possibile onnicomprensiva. L’assicurazione è obbligatoria solo per i tesserati con le federazioni e discipline riconosciuti dal CONI, ma in generale è prassi frequente che i centri sportivi siano muniti di assicurazione in caso di infortunio dei clienti. La quota assicurativa in questi casi, se non è autonoma, viene inserita in quella di iscrizione o di associazione. E’ quindi buona abitudine chiedere sin da subito se è prevista una polizza in caso di infortunio in palestra e farsi rilasciare una ricevuta che contenga le condizioni di assicurazione, che è opportuno leggere in modo dettagliato.

Da un punto di vista pratico è necessario comunicare tempestivamente l’infortunio al gestore della palestra ed alla Compagnia Assicuratrice, meglio se con una raccomandata con ricevuta di ritorno per conservare prova dell’avvenuta ricezione. Generalmente, la procedura prevede una visita da parte del medico dell’assicurazione per controllare l’effettivo danno, a seguito della quale verrà proposta una liquidazione.

Cosa fare se la palestra non è assicurata per infortuni o lo è, ma non per il tipo di infortunio avvenuto?
In questi casi può essere utile rivolgersi ad un legale per farsi consigliare ed, eventualmente, intraprendere una causa giudiziale di risarcimento danni.

Cosa succede in caso di infortunio in palestra provocato dal degrado dell’attrezzature?

Dal momento che il gestore è considerato “custode” dei beni presenti all’interno dei locali, egli ha l’obbligo ai sensi dell’art. 2051 del codice civile, di prevenire qualsiasi situazione di pericolo dovuta al malfunzionamento delle attrezzature o alla scorretta attività di manutenzione (come controllare che i cavi di una panca con i pesi siano ben saldi o che il pavimento non sia scivoloso). Deve cioè adottare tutte le cautele necessarie per preservare l’incolumità fisica dei fruitori della palestra. Se trascura la regolare manutenzione e a causa di ciò si verifica un infortunio, sarà obbligato a risarcire il danno.

Nel caso diverso in cui l’infortunio si verificasse durante lo svolgimento di un esercizio consigliato da un insegnante, quest’ultimo potrebbe essere considerato responsabile assieme al gestore della struttura poiché gli esercizi devono essere calibrati in base all’età, alle condizioni fisiche e alle effettive capacità degli allievi. La casistica è talmente vasta che è impossibile ridurla ad una regola universale. E’ sempre consigliabile sentire il parere di un legale che possa far luce sulla della responsabilità in capo all’insegnante o al gestore. In generale comunque l’istruttore ha l’obbligo sia di vigilare sull’esecuzione corretta dell’esercizio che di insegnare a maneggiare al meglio gli strumenti di fitness.

Vi sono sicuramente dei casi limite, come ad esempio, il caso in cui il corso per principianti di una particolare disciplina venga unito al corso avanzato: non sarà sicuramente opportuno intraprendere un movimento per il quale non si sono svolti i dovuti anni di allenamento. A parte questi casi eclatanti, la maggior parte degli infortuni in palestra merita un’analisi approfondita delle circostanze in cui sono avvenuti.

Nell’ipotesi di avvio di una causa di risarcimento danni, in linea di massima, quando l’infortunio in palestra si è verificato nel corso dell’attività fisica o nei locali del centro, il giudice valuterà se sia il danno è derivato dalla potenziale lesività dell’attrezzatura e/o a causa del comportamento negligente del gestore/insegnante. In altre parole se il danno non è conseguenza di un comportamento imprudente e indisciplinato del cliente o di un evento totalmente imprevedibile ed eccezionale, il giudice riconoscerà un diritto al risarcimento.

Quali tipologie di danni possono essere risarcite in caso di infortunio in palestra? Si verrà rimborsati delle spese sostenute per le terapie e del mancato guadagno derivante dal danno, ad esempio per il fatto che non si è svolta attività lavorativa perché costretti al riposo forzato. La giurisprudenza riconosce inoltre come risarcibili anche il c.d. danno morale e quello c.d. danno biologico. Il primo consiste nel “momentaneo turbamento psicologico collegato alla sofferenza fisica e al dolore morale” mentre il secondo, più grave, si verifica quando l’infortunio ha inciso negativamente sullo stato d’animo di chi l’ha subito e sulla sua attitudine psicologica a partecipare alle normali attività quotidiane. La categoria è ampia e ricomprende, tra le tante, la riduzione dalla capacità di relazione con altri individui e la diminuzione dell’attitudine di una persona a lavorare, od anche la diminuzione della capacità sessuale.

Per concludere, perciò, innanzitutto è consigliabile scegliere la giusta palestra, informarsi sulle condizioni della polizza assicurativa e, in alternativa, tutelarsi autonomamente stipulando una polizza del modello delle assicurazioni R.C.: ne esistono di tutte le tipologie ed i costi sono relativamente contenuti. In ogni caso, è opportuno prestare attenzione agli esercizi fisici ed andare per gradi, senza esagerare. Nel malaugurato caso in cui, nonostante le precauzioni, si rimanga vittima di un infortunio in palestra, sarà utile agire tempestivamente per iscritto e sentire il parere di un legale.

Anche tu frequenti regolarmente una palestra? Sei assicurato per gli infortuni? Lasciaci un commento!

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Avv. Laura Citroni
L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.

44 pensieri su “Infortunio in palestra: tutela e risarcimento

  1. Grazie per questo interessantissimo articolo. Senza le giusta conoscenze non é affatto facile orientarsi al momento in cui si verifica un infortunio.

  2. Trovo questo articolo veramente interessante.
    Frequento una palestra almeno 3 volte a settimana e non ho idea del tipo di assicurazione che tutela i soci
    Grazie alle informazioni di questo scritto, da domani comincerò a fare chiarezza.

  3. Io addirittura davo per scontato che tutte le palestre avessero un’assicurazione omnicomprensiva a tutela degli utenti.
    Meglio controllare al momento dell’iscrizione dunque.

  4. Buongiorno, post molto utile. Io di recente mi sono infortunata in palestra, ho quindi portato il referto medico alla segreteria della palestra stessa, la quale con l’abbonamento annuale mi aveva fatto pagare a parte una quota assicurativa. La risposta è stata che non verrò risarcita perché l’assicurazione non copre gli infortuni se non avverto subito l’istruttore del dolore. Alché io ho chiesto copia dell’assicurazione dato che non mi era mai stata consegnata, così da verificare in cosa consistesse. Anche la copia mi è stata negata in quanto dicono che non è un documento divulgabile a soggetti terzi ma solo agli enti quali comuni ecc. Vorrei chiedervi un consiglio a riguardo, se tutto ciò è legale e nel caso contrario come mi devo comportare. Grazie in anticipo

    • Gentile Carly,
      in merito alle domande tue domande ti specifico che é molto importante che tu faccia una copia di tutti i referti e di tutte le ricevute relative all’infortunio in palestra. E’ anche opportuno avere il contratto (va bene anche una copia se non trovi l’originale) che hai sottoscritto con la palestra in modo da poter verificare se nelle condizioni è stato inserito un articolo sulla dedicato ai sinistri.
      Purtroppo non esiste nel Codice Civile una Legge esatta che regoli i casi di infortunio in strutture private quali le palestre, pertanto vengono considerati sinistri (tanto come quelli stradali) che, come tali, seguono poi specifiche procedure per la richiesta del risarcimento del danno.
      Il danno, che dovrà essere comunque concretizzato e quantificato da un medico legale, potrà comprendere sia il danno biologico che quello morale. Bisognerà dimostrare che l’incidente é avvenuto all’interno dei locali della palestra e per un imperizia o negligenza del proprietario della palestra o di un suo istruttore. Ideale sarebbe poter raccogliere la testimonianza di un terzo presente che possa avvallare la tua tesi. Sarà Tua premura poi mandare una Raccomandata con ricevuta di ritorno dove oltre al danno dovrai chiedere gli estremi della loro Compagnia Assicuratrice in modo da poter procedere con l’apertura del Sinistro.
      La palestra invece potrà liberarsi dalla Responsabilità nei tuoi confronti solo dimostrando che nulla è stato trascurato e che l’avvenuto è stato accidentale e solo ed esclusivamente per Tua imprudenza e imperizia.
      La quota per la copertura assicurativa che Ti hanno addebitato in sede di sottoscrizione del contratto è un costo imputabile ad un accordo sottoscritto dal proprietario della palestra e la compagnia di assicurazione. E’ pertanto a discrezione della palestra diffondere o meno quello stesso contratto.
      E’ tuttavia un tuo diritto pretendere una copia dell’accordo sottoscritto tra te e la struttura.
      Se non te lo vogliono dare, puoi tranquillamente insistere.

      Premesso quanto sopra, ti ricordo che la notifica della richiesta del risarcimento del danno dovrà essere effettuata al proprietario della struttura e ciò indipendentemente dal fatto che si tratti di una società o di una persona fisica.

  5. Salve, complimenti per l’ottimo post.
    lavoro come allenatore per una asd e 2 anni fa un atleta minorenne si è infortunato (tra l’altro per comportanento imprudente ed indisciplinato). L’assicurazione ha provveduto a risarcire il danno.
    Ora, a 2 anni di distanza, il padre chiede verbalmente soldi alla asd perchè 150euro per una lussazione/frattura (senza indennità residua) sono pochi.
    Quali possono essere le conseguenze? Ci sono dei termini di prescizione?
    Grazie

    • Gentile Cristina,
      sulla base delle informazioni da lei fornitemi, posso precisarle che, in merito alla problematica sollevata circa il risarcimento del danno sportivo, la Legge non è purtroppo esaustivamente chiara .
      Tuttavia, in tema di responsabilità civile (ex art.2048 c.c.), nel caso in cui l’infortunio si sia verificato all’interno di strutture sportive, è prevista l’inversione dell’onere della prova.
      Ciò significa che viene data alla struttura (o all’insegnante) la possibilità di liberarsi della responsabilità solo dimostrando che, al tempo dell’infortunio, era stata adottata ogni precauzione idonea ad evitare il danno, unitamente al fatto che questo si sia verificato ugualmente non dipende da una imperizia o negligenza propria.
      Trattandosi di una struttura pubblica avrete indubbiamente una copertura assicurativa.
      Sarà poi l’assicurazione a stabilire il quantum del risarcimento per l’infortunato, una volta esperite le dovute indagini e controllato tutti i documenti prodotti dall’infortunato.
      Una volta che l’assicurazione avrà liquidato il danno a questa nulla si può più pretendere.
      Probabilmente il padre si è rivolto direttamente alla vostra struttura proprio perché la stessa assicurazione gli avrà ribadito che la pratica è stata archiviata.
      Il diritto alla pretesa del risarcimento può essere fatto valere, in questo caso, entro due anni dal momento in cui si è verificato l’infortunio.
      Decorso tale termine il diritto si prescrive.
      Tenga, quindi, conto del fatto che il padre dell’infortunato non potrà pretendere nulla, fintanto che le sue richieste rimangono verbali.

  6. Gentile Avv.Laura sono il papà di un quindicenne che si è infortunato in palestra subendo un distorsione del ginocchio il 31/10/2016.L’assicurazione ci ha risarcito con 100 euro perché dice che abbiamo sottoscritto una polizza assicurativa infortuni base. Onestamente noi non eravamo al corrente di questa formula.Che schifo di assicurazione. Mio figlio da allora dopo essere stato costretto a stare su un carrozzella per più di due mesi ora sta effettuando le cure di fisioterapia dovute. Vi chiedo se questo vi sembra giusto.Cosa posso fare per recuperare almeno le spese mediche e fisioterapiche a questo punto della vicenda. Chi tutela la salute di mio figlio.Grazie

    • Gentile Giovanni,
      per avere un quadro più chiaro della situazione sarebbe necessario avere maggiori dettagli su come suo figlio si sia infortunato.
      Sulla base delle informazioni da lei fornitemi le posso dire che avendo l’assicurazione già liquidato il sinistro, non è più possibile pretendere altri risarcimenti. Se però lei non ha firmato l’atto di liquidazione si potrebbe intentare una perizia di parte e vedere se, con le nuove documentazioni, l’assicurazione rimborsi ulteriormente.
      Proporre un azione contro la struttura dove suo figlio si è fatto male, chiedendo a loro un risarcimento, potrebbe essere un’altra possibilità alternativa. Le anticipo che dimostrate la colpa della palestra addebitandole una responsabilità potrebbe risultare difficile senza l’adeguata documentazione di supporto.

  7. Gentile Laura noi non abbiamo firmato nessun atto di liquidazione, abbiamo firmato solo un modello Blu (denuncia infortuni) tra l’altro firmato da mio figlio minorenne dove si denuncia l’ infortunio, come è stato provocato (mentre faceva il movimento in posizione di guardia subiva l’infortunio) poi abbiamo chiamato l’ ambulanza che lo portava in ospedale di Cosenza , dato che in quello di San Giovanni in fiore non c’era l’ortopedico) .Ha tenuto una “doccia” per 15 giorni poi il tutore che tuttora tiene. Siamo andati da un medico dello Sport che gli ha consigliato Almeno 60 giorni di riposo. In questo periodo sta facendo tutto un percorso fisioterapico che non ha ancora concluso.Quello che le dico è tutto documentato da Certificati medici .Mi sembra veramente una cosa incredibile che un ginocchio di un ragazzo valga 100 euro. Grazie

    • Gentile Giovanni, essendo anch’io genitore, comprendo il suo disappunto e il suo rammarico.
      Le compagnie assicurative purtroppo offrono polizze che talvolta non si rivelano sufficientemente flessibili nella copertura dei sinistri.
      Nel suo caso, alla luce dei soli fatti da Lei riportatemi, potrebbe esserci il margine necessario per intentare un azione, dal momento che non è stata firmata la liquidazione del sinistro e la contestuale chiusura della pratica.
      L’assegno del valore di 100€ rimborsato dall’assicurazione e già incassato lpotrebbe essere interpretato come accettazione, talvolta al pari della sottoscrizione di un documento ufficiale.

  8. Gentile Avv. Laura, un anno e mezzo fa ho partecipato ad una manifestazione sportiva (stage di Capoeira). Due settimane prima dello stage abbiamo stipulato una assicurazione per la durata dei tre giorni di manifestazione con la MSP (movimento sportivo provinciale). Durante tale manifestazione in una sequenza ho preso una distorsione alla caviglia e mi hanno diagnosticato al pronto soccorso una frattura al 5 metatarso. Quindi ho dovuto portate il gesso per un mese e tolto lo stesso ho dovuto fare una ecografia che ha evidenziato una lesione ai legamenti dovuta alla distorsione. Quindi ho dovuto fare fisioterapia ecc, tutto documentato comprese le varie spese farmaceutiche. Il giorno dopo l’infortunio insieme al mio istruttore abbiamo compilato il modulo per la denuncia di sinistro e l’abbiamo inviata alla MSP sede centrale di Roma. Dopo circa tre mesi mi arriva una loro risposta, il danno non era rimborsabile perché a loro risultava che l’assicurazione era stata fatta in data successiva al sinistro. Chiedo spiegazioni al mio istruttore che mi fa sapere che a causa di un disguido le assicurazioni erano state inviate in tempo utile tramite terminale alla sede della MSP locale ma che loro avevano inviato oltre i termini le stesse alla sede centrale. Morale della favola nessuno dei partecipanti risultava assicurato. A questo punto chi deve risarcirmi? E io cosa posso fare? Il responsabile della sede locale continua a dirmi che sta cercando di risolvere con la sede centrale che però non sembra volerne sapere ma sono passati mesi e a breve scadranno i termini risarcitori che dovrebbero essere di due anni credo. Cosa mi può consigliare? La ringrazio infinitamente.

    • Gentile Rosanna, capisco perfettamente il suo problema.
      Sulla base delle informazioni ricevute posso dirle che lei ha il diritto di rivalersi sulla società sportiva, avendo la società l’onere di depositare tempestivamente l’assicurazione da lei stipulata e non dovendo subire lei i disguidi connessi al loro ritardo. La sua buona fede, infatti, ha attivato l’obbligo per la società sportiva di depositare l’assicurazione in termini utili. Ed è proprio tale buona fede a metterla nella disponibilità di un’azione contro detta società. Se anche dovessero scadere i termini per richiedere il risarcimento all’assicurazione, sarà dovere della società farsi carico delle spese mediche da lei sostenute.
      Nella speranza di esserle stata utile, Le ricordo che può trovarci su twitter come @law_slc, su instagram come @les_avvocato e su facebook come Infonews dello studio SLC

  9. buongiorno,
    sono alle prese con un tentativo di risarcimento da parte dell’assicurazione di cui la mia palestra è cliente. Vado con ordine.
    La palestra che frequento è associata al coni e ogni iscritto è tesserato come atleta a tale società sportiva. Nell’iscrizione è compresa un’assicurazione infortuni.
    Il 22 novembre 2016 nello svolgere un esercizio alla panca (già svolto decine di volte) e utilizzando dei manubri la spalla destra ha improvvisamente ceduto con la fuoriuscita dell’omero rientrato spontaneamente pochi minuti dopo. Gli istruttori erano presenti in sala ma stavano svolgendo all’interno di essa una riunione. Prontamente soccorso e assistito son stato invitato a recarmi al pronto soccorso per verificare eventuali danni e così ho fatto la mattina seguente. In ospedale a seguito di una semplice radiografia non sono stati riscontrati danni particolari e mi è stato consigliato riposo e antinfiammatorio per qualche giorno rilasciando una prognosi di gg 15. La stessa mattina ho provveduto a consegnare alla palestra il certificato del pronto soccorso per le pratiche necessarie. Purtroppo successivi accertamenti necessari a stabilire il perdurare del dolore e la difficoltà nel movimento, hanno riscontrato la rottura di un tendine che mi porterà con ogni probabilità a dover subire un intervento chirurgico e un lungo periodo di fisioterapia.
    Purtroppo la direzione della palestra dice che l’assicurazione non ritiene di dover intervenire perchè la società sportiva non sarebbe responsabile direttamente del danno occorsomi. Vorrei sapere allora a che serve una assicurazione infortuni se nel caso di accidentalità nessuno risponde e che in caso di danno procurato per imperizia o incuranza subentrerebbe la responsabilità civile a cui mi appellerò vista la mancata attenzione degli istruttori verso gli utenti e in caso di mancata liquidazione assicurativa.
    Secondo voi stanno agendo in modo corretto o ci sono lacune?

    In attesa di gradita risposta cordialmente Vi saluto.

    • Gentilissimo,
      la normativa e le pronunce giurisprudenziali sul tema sembrano prevedere una vera e propria responsabilità, con conseguente obbligo di risarcimento, solo in caso di danno effettivamente imputabile alla palestra o a coloro che, svolgendo il ruolo di istruttori, hanno un preciso obbligo in tal senso ex art. 2048 cc.
      Da quanto ci riporta, sembra di capire che il Suo infortunio non sia stato cagionato direttamente da un malfunzionamento di uno strumento della palestra o da scorrette indicazioni degli istruttori e pertanto non si ravvisa quel nesso di causalità tra condotta (dolosa o colposa) e danno che legittima un obbligo di risarcimento del danno.
      Speriamo di esserLe stati utili

  10. Alla cortese attenzione dell’avv. Laura Citroni
    Per caso mi sono trovata in questo sito, i dubbi che mi assillano da mesi, sono riemersi leggendo queste mail.
    A dicembre, ero nella zona S.P.A di una nota palestra di Bergamo, quando sono scivolata scendendo dai gradini che portavano alla doccia. Devo premettere che purtroppo non si trattava solo di acqua, ma acqua mista ad olio, da qui uno scivolone veramente disastroso, che mi ha fatto entrar direttamente in doccia, a faccia in giù, cosa molto strana in quanto la doccia si trova ad angolo retto rispetto ai gradini! Non so come ho fatto probabilmente la scia oleosa mi ha portato fino lì , io ero svenuta ,non ricordo! Ricordo benissimo il dolore tremendo che mi ha risvegliato, mi lussata la spalla sinistra! Alle mie grida di dolore, sono accorse alcune persone, non riuscivo a muoverermi, una persona dello staff insegnanti e’ accorso in mio aiuto, è riuscito a farmi rientrare la spalla, poi sono rimasta in doccia fino all’arrivo della croce rossa. A parte contusioni varie, lussazione glenoomerale, con tutore per non muovere braccio per 21 giorni, collare alla cervicale….mi sono resa subito conto che, quando ho richiesto alla palestra di voler procedere a fare la pratica di infortunio, hanno subito cambiato atteggiamento nei miei confronti! Da interessati al mio stato, sono diventati scocciati; hanno denunciato a Cattolica assicurazioni di Bg, l’accaduto…poi mi hanno gentilmente detto di non contattarli più .
    Mando documentazione all’indirizzo mail, con referti, costi cure ed esami. Chiedo costantemente di sapere quali sono i miei diritti, ma non ricevo mai risposta. Mi dicono solo di aver ricevuto il mio materiale. Scocciata minaccio di far intervenire mio avvocato, come per magia mi telefona il Liquidatore dell assicurazione, dicendomi che non ho diritto a niente, sarà solo loro gentilezza se mi risarciranno spese, sempre se non mi recherò però da avvocato. Questa persona, con tono intimidatorio, dice che non è colpa della palestra se io sono scivolata ( e’ proibito portare qualsiasi materiale nella SPA, olio compreso). che si tratta di una causa civile, che sarebbe stata colpa dell palestra, solo ad es. se mi fosse caduto in testa ad un attrezzo avre potuto avere risarcimento! Cita alcuni articoli sulla responsabilità civile, quando richiedo gentilmente di ripetermi il numero di questi articoli, rimane titubante, spara 2043. e 2051. Poi mi dice che si farà risentire, per farmi sapere qualcosa di più ! Premetto che da questa disastrosa caduta, mi sono lesionata in tutta la sua lunghezza il tendine sovraspinoso, alcuni muscoli… La natura di questo stato è irreversibile, non posso essere operata, devo continuare con riabilitazione muscolare, per evitare che tendine si spezzi! Ho ancora movimenti molto limitati ( siamo a marzo..) e la spalla duole! Non posso portare pesi, sarò limitata per il resto dei miei anni, non sono giovane, ma ho 57 anni, vorrei godermi un po’ la vita! Ultima cosa…i gradini sono a norma, perché zigrinati, ma mi chiedo cosa ci fanno dei gradini, in una SPA tutta di pietra nera, e semi buia…solo qualche led. Ambiente rilassante, ma anche pericoloso! Mi scusi per la lungaggine, ma vedendo che Lei è esperta in materia, Le chiedo gentilmente, se davvero mi conviene rivolgermi al mio avvocato, che vorrebbe partire con la pratica. Visto la sua competenza in materia, Le chiedo se volesse gentilmente aiutarmi…e al limite assistermi, o darmi i nominati di chi potrebbe seguirmi in questa impresa! Ad oggi non ho niente di scritto, che mi riveli quali sono i miei diritti, mi ha detto il tipo, che la palestra non ha obbligo di fare questo tipo di assicurazioni! Grazie per la cortese attenzione

    • Gentilissima,
      Da quanto da Lei riportato potrebbero esserci gli estremi per muoversi legalmente nei confronti della palestra. Tuttavia, questo sarà possibile accertarlo soltanto dopo aver accuratamente preso visione della documentazione relativa al contratto da lei sottoscritto al momento dell’iscrizione al centro.
      Per avere un quadro completo della situazione, sarà inoltre necessario visionare anche i referti medici e qualsivoglia altro documento inerente l’accaduto.
      E’ stato certamente opportuno procedere con la denuncia del sinistro ma sarebbe fondamentale contattare il liquidatore al fine di sveltire la pratica.
      Potrebbe indubbiamente essere utile l’intervento di un legale che possa assisterla in tutto l’iter al fine della liquidazione del sinistro, tutelando i suoi diritti.
      Qualora ritenesse di avvalersi della nostra assistenza, saremmo lieti di incontrarla per l’analisi della documentazione in modo da definire insieme la miglior strategia da seguire

  11. La ringrazio vivamente per le Sue indicazioni. A parte le minacce dal liquidatore non ho avuto altro, forse oggi mi contatterà,. Ho richiesto più volte le clausole dell’assicurazione, ma non sono riuscita ad averle. Neanche altri iscritti, da me contattati, li hanno.
    Ho parlato con alcuni di loro che hanno subito un infortunio in quella palestra e tutti hanno avuto lo stesso trattamento, minacce, nient’altro,non hanno ricevuto nemmeno risarcimento per spese mediche. Anzi, è stato chiesto loro di pagare per il periodo di sospensione dovuto al sinistro, si tratta di una somma pari circa a 10/20 € che consente di recuperare il periodo perso!
    Oggi forse sentirò il liquidatore, so che mi tratterà con arroganza , spero di sostenere il suo linguaggio.
    Vi ringrazio ancora, se avessi bisogno di voi so dove contare!
    Grazie ancora Claudia Romagialli

  12. Gentile Avv. Laura,
    Lo scorso 20 marzo mentre ero in palestra sono caduta dallo step a causa di una storta alla caviglia sinistra. L’istruttore è intervenuto subito mettendo del ghiaccio sulla caviglia che tuttavia continuava a gonfiarsi. Poi mi ha lasciata andare a casa dicendomi che era sicurissimo del fatto che non ci fosse alcuna frattura. Tuttavia durante la notte continuavo ad avere forti dolori e la caviglia si gonfiava sempre più, così ho deciso di andare al pronto soccorso, dove, dopo avermi fatto i raggi e verificato che non ci fosse alcuna frattura, hanno deciso di farmi il gesso. Hanno detto che era una grave contusione. Ho portato immediatamente il referto medico in palestra. Ho portato il gesso per 1 mese ed oggi a 2 mesi di distanza la caviglia deve ancora sgonfiarsi.
    In palestra mi hanno detto che non riceverò nulla dall’assicurazione perché l’istruttore avrebbe dovuto chiamare tempestivamente il pronto soccorso. Mi hanno detto che L’assicurazione potrebbe mettere in dubbio il fatto che io mi sia fatta realmente male in palestra. (Anche se c’era molta gente che mi ha vista cadere!) Al massimo potrebbero compensare le mie spese non facendomi pagare alcuni mesi in palestra.
    Come dovrei comportarmi in questo caso?
    Grazie per la cortese attenzione.

    • Gentile Sara,
      in base al suo racconto sembra si tratti di un vero e proprio infortunio avvenuto in palestra.
      Ciò che consiglio sempre è informarsi preventivamente circa l’esistenza di una polizza assicurativa nella struttura; ma questo non è sufficiente, in quanto ci si deve informare anche sulle condizioni generali di tale polizza.
      La palestra, nel suo caso, ritiene che non le possa essere riconosciuto un risarcimento poiché l’istruttore non ha tempestivamente chiamato il pronto soccorso.
      L’istruttore, tuttavia, é un dipendente della palestra e -pertanto – una sua “leggerezza” nel non denunciare l’accaduto alla struttura non può certo ricadere su di lei.
      Anzi, la palestra dovrebbe rispondere delle persone che sono assunte o che, in ogni caso, lavorano per conto della palestra medesima.
      Il mio consiglio è di chiedere al suo legale di fiducia di inviare tempestivamente una lettera alla struttura per far comprendere la sua volontà di ottenere, chiaramente, un risarcimento del danno verificatosi in palestra, provato anche dal fatto che è in possesso di un referto medico che accerta l’accaduto in maniera incontestabile.
      Resto a disposizione per qualsiasi altro dubbio. Cordiali saluti.

  13. Gent.mo Avv. buonasera. Ho subito un brutto incidente in palestra qualche anno fa ed a oggi non sono stato risarcito. Durante una lezione di spinning mi è venuto fuori, in parte, il piede dalla gabbietta. Essendo rimasta dentro la punta del piede, l’arto destro ha subito una torsione con conseguente rottura del pilone tibiale. La struttura non assicurata per gli infortuni ma per la RC, ha aperto il sinistro ma la compagnia si ostina a non riconoscere la Responsabilità della struttura. Io credo di aver diritto ad un risarcimento essendomi fatto male all’interno della struttura e su un attrezzo di cui è responsabile il titolare e\o custode. Cosa ne pensate voi? ps: al pronto soccorso ho dichiarato di essermi fatto male in quel posto.
    Un grazie in anticipo. In attesa di una Vs risposta.

    • Gentile Francesco,
      i fatti da Lei descritti sembrerebbero rientrare nella fattispecie dell’infortunio in palestra.
      Dal testo della Sua richiesta, però, non si comprende se il danno da Lei riportato è stato causato da un malfunzionamento del macchinario ovvero da un movimento sbagliato.
      Infatti, qualora l’incidente sia stato provocato da un difetto del macchinario, si ravvisa una responsabilità della palestra, in quanto custode degli attrezzi ubicati all’interno ai sensi dell’art. 2051 c.c..
      Questo significa che è compito del gestore della palestra avviare le cautele opportune per salvaguardare l’incolumità degli iscritti presso la palestra, mediante accorgimenti volti a evitare situazioni di pericolo causati dallo scorretto funzionamento delle attrezzature.
      Pertanto, qualora fossero trascurati i predetti adempimenti e si verificasse un infortunio, la palestra sarebbe tenuta a risarcire il danno.
      Ad ogni modo, Lei mi dice che il sinistro si è realizzato durante lo svolgimento di una lezione di spinning.
      L’iscrizione in palestra consiste nella stipulazione di un contratto atipico (vale a dire non disciplinato dal codice civile), per il quale, a fronte del pagamento dell’iscrizione, il cliente ha diritto a usufruire delle attrezzature e di essere seguito da un istruttore con competenze tecniche.
      Compito dell’istruttore è quello di monitorare il corretto svolgimento dell’esercizio e di verificare le reali capacità dell’iscritto.
      Per questo tipo di danno, si ha l’onere di prova inverso: Lei deve dimostrare di aver subito l’infortunio presso la palestra (eventualmente anche con testimonianze), mentre la palestra e l’istruttore, per escludere la responsabilità, devono provare che il danno si è svolto accidentalmente, per Sua negligenza, imprudenza, imperizia, provando che l’istruttore ha affidato un esercizio adatto alle Sue capacità e che ha costantemente vigilato sulla sua esecuzione.
      Pertanto, Le consiglio di rivolgersi al Suo legale di fiducia, onde analizzare dettagliatamente i fatti e i documenti, nonché le possibili azioni avviabili.

  14. Ciao 5 giorni fa mentre mi stavo allenando in palestra mi ha caduto un macchinario addosso che non era fissato al muro come dovrebbe essere e mi ha causato trauma diretto al polso destro colpito dal macchinario e si è procurato ferita dorsale all’avamberaccio destro e deformità al polso dx e devo anche operarmi e mettere delle placca.
    Il titolare della palestra a denunciato alla sua assicurazione che mi hanno detto che sarò risarcito alla fina del percorso
    Secondo lei sarà il caso di affidare un avvocato x che la mia paura che l’assicurazione nn paga il giusto e io nn ho idea quanto deve essere il risarcimento !
    E volevo chiedere a lei come faccio x chiedere i danni murale ?
    Grazie

    • Gentile Ismail,
      in caso di infortunio in palestra, si ha certamente diritto ad ottenere il risarcimento sia dei danni patrimoniali (vale a dire il rimborso delle spese sostenute a causa della lesione subita, da dimostrare mediante la relativa documentazione), che di quelli non patrimoniali (definibili come le conseguenze della violazione del valore della personalità a).
      In particolare, in quest’ultima categoria sono ricompresi:
      1 il danno biologico (detto anche danno alla salute), vale dire la lesione temporanea o permanente all’integrità fisica e psichica di un individuo;
      2 danno morale soggettivo, consistente nella sofferenza patita dal soggetto a causa del fatto illecito. Tale danno viene determinato in una somma ricompresa tra ¼ e ½ del danno biologico.
      Per poter ottenere il risarcimento dei danni del dovuto e una migliore tutela dei propri diritti, Le consiglio caldamente di rivolgersi al Suo legale di fiducia.
      Resto a disposizione per qualsiasi altro dubbio

  15. Gentile Avv. Laura,
    nel mese di Giugno sono rientrato in palestra dopo 4 mesi di inattività e l’istruttore durante un allenamento di boxe nonostante io avessi fatto presente il mio stato di forma mi ha fatto fare sparring con un ragazzo con 20kg maggiore rispetto al mio. Il risultato è stata la frattura scomposta in 5 punti della parete orbitale occhio destro. Nonostante l’immediata apertura del sinistro con carte del pronto soccorso e dell’intervento subito l’assicurazione della Asd una normale Rc verso terzi mi ha detto che non mi spetta nessun risarcimento. Come posso rivalermi.
    Grazie per la cortese attenzione.
    Luca Bottini.

    • Gentile Luca, per ome stanno le cose, Le consiglio di rivolgersi al Suo legale di fiducia perchè semra che ci siano tutti gli elementi per chiedere un risarcimento all’assicurazione della palestra.
      il suo legale dovrà visionare il contratto con la palestra e l’assicurazione della struttura.
      Coi migliori saluti

  16. Salve avv. Laura citroni volevo chiederle se nel risarcimento fisico viene incluso anche danni permanenti quali la protrusione discale che va incidere anche sulla salute mentale della persona…grazie

    • Gentilissimo,
      tenga conto che per farsi risarcire un danno, è sempre necessario dimostrarlo con documenti a supporto o, eventualmnete, con testimoni.
      Nel suo caso sicuramente il danno fisico é dimostrabile attraverso i referti medici, le lastre e gli esami.
      L’ideale sarebbe comunque avere una perizia di un medico-legale con l’assegnazione dei punti di validità permanente.
      Questa relazione serve poi per farsi risarcire dall’assicurazione.
      Sperando di avere risposto alla sua domanda, rimaniamo a disposizione per qualsivoglia necessità.

      nel frattempo, le segnaliamo che siamo presenti sui principali social:
      Twitter: @law_slc
      Istabram: @les_avvocato
      Facebook: infonews dello Studio SLC

  17. Buongiorno chiedo un Vs parere. L’obbligo di vigilanza dell’istruttore di un corso tenuto in palestra, si deve intendere anche in caso di comportamento indisciplinato da parte dell’allievo di corso avanzato che , in modo continuato ma prontamente rimproverato da parte delll’istruttore, causa un sinistro ad un altro allievo principiante? non aver bloccato in tempo l’allievo imprudente e’ responsabilità dell’istruttore che, non curante del suo modo di fare , causa la caduta con conseguente frattura del braccio di un altro allievo?
    grazie

    • Gentile Paola,
      durante lo svolgimento dell’attività sportiva, il praticante può causare danni a terzi ovvero a se stesso. Nel primo caso si parla di “responsabilità esterna”, mentre nel secondo caso di “responsabilità interna”.
      Il caso che c presenta è riconducibile alla prima fattispecie, disciplinata dall’art. 2048 c.c.
      Questa disposizione normativa riconosce in capo al maestro la responsabilità per i danni cagionati dagli allievi, salvo che non venga dimostrato di non aver potuto impedire il fatto.
      In particolare, la responsabilità è esclusa quando l’istruttore ha sconsigliato di effettuare l’esercizio con le modalità che hanno provocato l’infortunio.
      Sulla base delle poche infrmazioni fornitemi, ritengo che possa essere scartata l’ipotesi di responsabilità dell’istruttore.
      Per quanto concerne l’onere di prova, l’infortunato deve dimostrare solamente di aver subito il danno all’interno della palestra, mentre il centro sportivo e l’istruttore devono provare di aver mantenuto una condotta priva di colpa.
      Ad ogni modo, per poter ravvisare ovvero escludere la responsabilità dell’istruttore della palestre, è necessario verificare approfonditamente la fattispecie in essere.
      Sperando di avere risposto alla sua domanda, rimaniamo a disposizione per qualsivoglia necessità.

      Nel frattempo, le segnaliamo che siamo presenti sui principali social:
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  18. Gent. Avv. L. Citroni, innanzitutto faccio i complimenti per le sue rubriche, veramente interessanti ed esaurienti. Vorrei cortesemente porle il seguente quesito: nel caso di un atleta di una società sportiva dilettantistica (regolarmente iscritta alla propria Federezione sportiva e quindi con Assicurazione di base contro gli infortuni coperta dalla stessa società sportiva con l’iscrizione alla Federazione) che subisce un infortunio durante lo svolgimento di una regolare gara sportiva ed il relativo rimborso è coperto dall’assicurazione esclusa la franchigia prevista dal contratto assicurativo domando chi deve farsi carico di questa franchigia; ovvero deve restare a carico dell’atleta oppure deve farsi carico la società sportiva (nel caso specifico associazione sportiva dilettantistica). È da precisare infine che l’atleta non era tenuto a nessun pagamento, sia per l’iscrizione che per la partecipazione al campionato indetto dalla Federazione; lo stesso non percepiva alcun compenso né rimborso dalla società sportiva. La ringrazio

    • Gentilissimo,
      per rispondere al Suo quesito, è necessario analizzare il significato della franchigia: essa corrisponde alla parte di risarcimento del danno che rimane a carico dell’assicurato. Quindi, qualora si accerti che l’atleta ha diritto ad ottenere il risarcimento del danno, risulta chiaro che il danneggiato ha diritto ad ottenere il risarcimento complessivo del danno, in parte dall’assicurazione e in parte dall’assicurato.
      In realtà, il danneggiato potrà chiamare in giudizio l’assicurazione per ottenere l’intero importo da risarcire, sarà poi compito di quest’ultima agire nei confronti dell’assicurato per ottenere il rimborso della franchigia.
      Resto a disposizione per qualsiasi altro dubbio. Cordiali saluti.

  19. Gentile Avv. Laura, nel mese di Agosto insieme alla mia famiglia e con altri amici siamo andati a trascorrere una giornata in un parco acquatico con regolare ingresso a pagamento… durante la giornata mio figlio giocando con un’altro amichetto accidentalmente è caduto rompendosi completamente due denti e procurandosi un danno permanente… ora caro avvocato io le chiedo secondo lei considerando l’accaduto e l’accidentalità ci sono gli estremi per chiedere un risarcimento? La ringrazio anticipatamente saluti Alfredo

    • Gentile Alfredo,
      dalla ricostruzione di fatti da Lei affrontata, non mi è dato comprendere esaustivamente la dinamica che ha provocato il danno al bambino e quindi se è possibile ottenere il risarcimento del danno subito.
      Infatti, Lei mi scrive genericamente che, mentre giocava, Suo figlio è caduto accidentalmente e si è rotto due denti.
      La materia del risarcimento del danno è molto delicata, su cui i tribunali e le corti si sono soffermati parecchio.
      In particolare, nel caso concreto, bisogna analizzare se, in capo al responsabile del parco acquatico, vi sia una responsabilità contrattuale (per inadempimento dell’obbligazione accessoria di garantire agli utenti massima sicurezza), una responsabilità extracontrattuale (derivante dal danno cagionato da un fatto doloso o colposo) e l’inosservanza delle regole tecniche.
      Bisogna, in altre parole, verificare se il gestore del parco acquatico ha posto in essere tutte le misure atte ad evitare il prodursi dell’evento dannoso.
      Resto a disposizione per qualsiasi altro dubbio.

  20. Carissimo avvocato la ringrazio della risposta, nello specifico dell’accaduto mio figlio era posizionato in piedi su un rialzo in cemento posto al centro della piscina, un suo amico scivolando accidentalmente, si è aggrappato a lui facendogli perdere l’equilibrio e facendolo cadere rovinosamente… dopo l’accaduto noi ci siamo rivolti al gestore delle piscine chiedendogli se l’impianto era provvisto di assicurazione e lui ci ha prontamente risposto che lui non ha nessuna responsabilità in quanto rivedendo i video di sorveglianza si è accorto che i ragazzi si stavano comportando in modo inadeguato “per lui” e che erano stati poco prima ripresi da un ragazzo posto come sorvegliante… inoltre ci ha riferito che si era già sentito con l’assicurazione e che gli stessi gli avevano riferito che l’assicurazione fatta non prevede il risarcimento per i danni provocati da cause accidentali… ora non sappiamo come comportarci… e possibile tutto ciò? possibile che un impianto del genere non possegga un’assicurazione che copra eventuali danni di questo genere “accidentali”? La ringrazio ancora una volta per la cortese attenzione saluti Alfredo

    • Gentile Alfredo,
      proverò a rispondere al Suo quesito in base alle ulteriori informazioni da Lei fornite.
      Iniziando ad esaminare la normativa relativa il risarcimento dei danni, l’art. 2043 riconosce il diritto di ottenere il risarcimento solo nel caso in cui il fatto, che provoca ad altro un danno ingiusto, sia stato commesso con dolo (comportamento caratterizzato dalla volontà di produrre un danno) o colpa (la condotta avveniva con negligenza, imprudenza o imperizia).
      Altra norma applicabile al caso di specie (però a discrezione del giudice), è l’art. 2050 c.c., vale a dire la responsabilità per l’esercizio di attività pericolosa.
      Per i parchi acquatici, il direttore del centro ha l’onere di esaminare il cosiddetto risk assesment, ovvero la stima del rischio. Il suo compito quindi è quello di valutare i pericoli che possono prodursi ed intraprendere tutte le precauzioni volte ad evitarlo – o almeno limitarlo.
      In questo modo, se il direttore del parco ha posto in essere tutte le precauzioni per evitare la perpetrazione del danno (anche mediante il personale addetto alla sorveglianza), non potrà essergli addebitata alcuna responsabilità.
      Inoltre, il nostro legislatore ha escluso la colpa del gestore, qualora l’incidente sia avvenuto per caso fortuito (l’evento era imprevedibile e inevitabile), ovvero per inosservanza di regole da parte del danneggiato.
      Ad ogni modo, come già esposto, il tema del risarcimento del danno è particolarmente sensibile di interpretazione e ogni dettaglio può essere utile per valutare la responsabilità o la sua esclusione e per questo motivo mi rendo disponibile a un colloquio telefonico per comprendere pienamente la realizzazione dei fatti e per comprendere se è possibile avviare un’azione legale nei confronti del parco acquatico.
      Con i migliori saluti.

  21. Gentile avvocato,
    Le scrivo per sapere come comportarmi con la palestra in cui mi sono iscritta.
    Iscrizione ad un prezzo di promozione annuale, non mi è stata rilasciato tesserino per entrare che si sarebbe poi fatto successivamente, primo giorno di palestra mi fanno entrare sbloccandomi l’entrata, faccio la mia ginnastica posturale ed ho una fitta molto forte nella zona finale della colonna e li mi sono fermata, dolori lancinanti, ho dovuto fare punture di cortisone per 3 gg, voltaren ed altri medicinali, l’ortopedico mi ha dato una cura di 4 mesi, risonanza magnetica, rx, ed elettromiografia per vedere cosa è successo. Vado in palestra a richiedere se potevo riavere almeno in parte la quota d’iscrizione visto che ho usufruito solo per mezz’ora della struttura, o altrimenti conservare la mia iscrizione per l’anno successivo visto che il medico mi ha detto di stare assolutamente ferma, mi hanno risposto che, dato che ho usufruito di una promozione questo non è possibile e che avrei dovuto vendere il mio pacchetto a qualcuno. Premetto che al momento dell’iscrizione non è stato a me comunicata nessuna informazione sull’assicurazione e non è specificata nel contratto, inoltre mi hanno si richiesto visita medica ma di portarla con molta calma.
    Insomma soldi per l’abbonamento e tanti altri tra cure mediche, corsetto, risonanze e tanto altro oltre l’essere bloccata. Come mi devo muovere?
    Attendo gentilmente una Sua risposta nel frattempo la ringrazio.

    • Gentile sig.ra Carla,
      il problema che mi sottopone coinvolge diverse questioni. Innanzitutto, per quanto riguarda la possibilità di ottenere la restituzione della quota di iscrizione o la sospensione dell’abbonamento in essere, sarebbe opportuno analizzare quanto previsto dal contratto che ha stipulato con la palestra. La regola generale vuole comunque che non sia possibile ottenere una restituzione della prestazione, specialmente se, come in questo caso, l’impossibilità a frequentare la palestra sia legata ad un evento per cui non è attribuibile alcuna responsabilità alla palestra stessa. L’unica cosa che Le consiglio di fare è proprio quella di accogliere il suggerimento che Le è stato dato, cioè di cedere il suo abbonamento a qualcuno, così come previsto dall’art. 1260 del codice civile che disciplina la cessione del credito.
      Per quanto riguarda il Suo infortunio, invece, per risponderLe necessiterei di una specificazione: l’esercizio che stava svolgendo nel momento in cui ha accusato quel forte dolore, lo ha svolto in autonomia o su indicazione e stretta osservazione di un istruttore o di un fisioterapista? In linea generale comunque, purtroppo devo informarLa del fatto che nella maggior parte dei casi le assicurazioni delle palestre non prevedono risarcimenti per i danni derivanti dall’esecuzione di un esercizio, ma soltanto per quelli cagionati da un attrezzo o dalla struttura della palestra (esempio di una parte del soffitto che si stacca).
      L’unica (ma improbabile) ipotesi nella quale Le sarebbe certamente possibile ottenere un’attribuzione di responsabilità all’istruttore con conseguente risarcimento del danno a suo favore, è quella in cui l’istruttore La abbia incitata a svolgere un esercizio al di sopra delle Sue possibilità e l’abbia assistita nello svolgimento dello stesso.
      Nelle altre ipotesi, purtroppo, gli eventuali infortuni derivanti dallo svolgimento dell’attività fisica restano “a suo carico”.
      Le consiglio in ogni caso di consultare il suo legale di fiducia per studiare meglio la Sua situazione in modo tale da valutare l’opportunità di un’azione.

  22. Gentile Avv. Citroni
    il 13 ottobre mi sono iscritta a karate, ho pagato 40 euro di quota mensile + 30 per tesseramento e assicurazione. Il 27 abbiamo fatto degli esercizi molto pesanti, io li ho fatto tutti ma coi miei ritmi, ero molto lenta e l’ultima ma li ho fatti tutti; tutti gli esercizi sono uguali per tutti principianti e cinture nere. Il giorno dopo mi si è bloccato il braccio sinistro, ho passato tutta la notte sveglia e la mattina del 29 son corsa alla guardia medica che mi ha fatto una puntura di cortisone e antidolorifico e ha sospettato un’infiammazione alla cuffia dei rotatori. Ho subito avvisato il mio maestro di karate e il giorno dopo, lunedi 30, son andata al pronto soccorso, mi han fatto una radiografia, detto di tenere il braccio fermo e di prendere un antinfiammatorio e tornare venerdì in visita dall’ortopedico. Venerdi l’ortopedico mi controlla e mi prescrive cerotti, antinfiammatori specifico, tecarterapia e due mesi lontano dalle palestre. Io avviso il mio maestro chiedendogli di darmi le coordinate per l’assicurazione dato che le spese sarebbero state sostanziose per me e subito dopo il presidente del dojo mi chiede di vederci lunedì. Io lunedi intanto inizio la tecar e dopo incontro il presidente che mi dice che l’assicurazione non paga e che questa terapia non ha senso, che la tecar è inutile e che per sapere cos’ho vuole farmi vedere dal suo fisioterapista di fiducia e fissa un appuntamento per giovedì. Giovedi vado dal fisioterapista che mi dice che son solo contratta ma son guarita e di tornare a karate, di non fare riposo ma di muovere il braccio per riattivarlo. Io non mi fido, cambio medico e prendo un medico sportivo che mi consiglia di non tornare assolutamente a karate, di fare un’altra seduta di tecar, al massimo altre due (7 in tutto) e riprendere l’ attività mitoria dopo la tecar con esercizi mirati. Cosi vado dal presidente e dico che non torno a karate ma concludo il ciclo di tecar e che voglio l’assicurazione aperta, lui mi dice varie bugie (come quella che il mio certificato medico fatto da un medico di base non ha valore e non vale per l’assicurazione perché non fatto da un medico sportivo) e sotto mie domande mi dice che non ho l’assicurazione perché nelle palestre l’assicurazione inizia da gennaio, che se voglio continuare a fare la tecar che me la paga lui come ha pagato il suo amico fisioterapista ma che io son guarita e la tecar non serve a niente. Al di la del fatto che dopo cortisone e una settimana di terapia è ovvio che sto molto meglio, ma a questo punto cosa dovrei fare? Chiedergli almeno i soldi delle spese per la terapia o rivolgermi ad un legale data l’assenza di assicurazione nonostante avermi preso 40 euro, e dato il fatto che mi son fatta male perché mi son stati fatti fare degli esercizi per la quale non ero ancora pronta?

    • Gentile Sig.ra Loredana,
      la questione che Lei sottopone alla mia attenzione è piuttosto complessa.
      Per risponderLe in modo esaustivo, infatti, sarebbe necessario poter visionare il contratto che ha sottoscritto con la palestra. Ad oggi, le palestre non sono più obbligate a fornirsi di un’assicurazione in caso di infortuni degli utenti: tale obbligo ricade infatti solo nel caso di tesseramenti presso Federazioni o nel caso di discipline riconosciute dal CONI.
      In linea di massima, comunque, le palestre tendono quasi sempre a prevedere una copertura assicurativa, anche se spesso si tratta di una copertura “basic”, che riguarda solo le ipotesi in cui il danno all’utente sia stato provocato dalla struttura stessa della palestra, (tipico esempio dell’intonaco che si stacca) o dal malfunzionamento di un attrezzo. Nulla vieta però che, al contrario, la palestra abbia optato per un’assicurazione più completa: Le consiglio quindi di leggere attentamente il contratto, in modo da poter individuare il tipo di copertura assicurativa di cui dispone la Sua palestra.
      Bisogna però considerare un altro aspetto: Lei mi scrive infatti che il Suo infortunio è avvenuto mentre svolgeva degli esercizi consigliati da un insegnante, sotto la sua sorveglianza. Aggiunge anche che gli stessi non erano calibrati sulla preparazione fisica degli allievi, ma che erano gli stessi per tutti, per i principianti così come per gli esperti. In questa ipotesi, potrebbe configurarsi una responsabilità a carico dell’insegnante, il quale ha il compito di predisporre un allenamento che sia adeguato all’età, alle condizioni fisiche e alla effettiva preparazione degli allievi. Più in generale, comunque, l’istruttore ha l’obbligo di controllare che l’esercizio venga svolto secondo le indicazioni e che gli attrezzi siano utilizzati nel modo corretto.
      Dunque, se il danno è conseguenza della negligenza o dell’imprudenza dell’insegnante, con ogni probabilità potrà essere riconosciuta una responsabilità a suo carico con conseguente diritto al risarcimento.
      La invito comunque a rivolgersi al Suo legale di fiducia, che potrà analizzare i fatti più da vicino e darLe le risposte di cui ha bisogno.

  23. <Buongiorno, ho un bimbo di 10 anni che frequenta una scuola calcio, durante l'allenamento si e fatto male, e siamo andati al pronto soccorso e gli hanno messo il gesso.
    Premetto che dall'allenatore non ho saputo niente, anche se e uscito dal campo zoppicando.. dopo aver chiesto diverse volte al mister cosa fare, l'ho portato al pronto soccorso. Avvisando la società, vengo a sapere che sull'assicurazione esiste una franchigia, e sono sicuro che le spese mediche non supereranno quella cifra, anche perché, non potrò' mettere in conto qualcuno che lo accompagni a scuola, dato che non deve sforzare il piede. Mi chiedo: mi conviene aprire lo stesso la pratica all'assicurazione, sapendo che non supererò' la franchigia? e cosa dovrò' fare per rivalermi sulla società senza che costi un patrimonio? Inoltre il danno e che non potrà usufruire per 1 mese del servizio di allenamento…., non ci sono solo le spese mediche di danno… E possibile avere un consiglio di cosa fare? grazie e complimenti per il blog

    • Gentile Tony,
      la situazione da Lei descritta dell’infortunio sul campetto da gioco, è stata oggetto di numerose pronunce trattandosi di circostanza, purtroppo, piuttosto frequente.
      La Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata sul tema della responsabilità, effettuando una distinzione tra la lesione provocata con intenzionalità (es. una rissa) o con colpa (quindi per una disattenzione, si pensi ad un buco nel terreno o ad un ferro sporgente da una parete), dalla lesione che invece non era prevedibile né evitabile e che rientra nel normale rischio legato allo svolgimento dell’attività sportiva.
      Nella prima ipotesi, sarà configurabile una responsabilità a carico dell’istruttore o del club sportivo, per non aver adempiuto agli obblighi di vigilanza, di prudenza e di sorveglianza.
      Nella seconda ipotesi, invece, nulla si potrà addebitare al Mister e su questo la Suprema Corte è stata chiara: non si configura una responsabilità civile se esiste un “collegamento funzionale tra il gioco e l’evento lesivo”.
      In altre parole, significa che non si addebitano responsabilità quando il danno subito dal bambino è conseguenza di un evento che rientra nell’ambito di un normale rischio, insito nella pratica sportiva. E non si può attribuire alcuna responsabilità all’allenatore e agli organizzatori della scuola calcio, se questi abbiano usato la dovuta diligenza nello svolgere la propria attività.
      Su questo punto però è doveroso soffermarsi.
      Mi scrive che l’istruttore non ha segnalato adeguatamente il danno riportato dal bambino e che pare non esser stato accorto nell’assisterlo dopo l’infortunio.
      Sarebbe importante approfondire questo aspetto, per capire fino a che punto un intervento dell’allenatore avrebbe potuto arginare il danno subito da Suo figlio (il bambino ha continuato a giocare dopo l’infortunio? Ha avvisato il Mister del dolore che accusava alla gamba?).
      Nell’ipotesi in cui ci sia stato un comportamento negligente da parte dell’istruttore, non prima bensì DOPO il verificarsi dell’evento lesivo, potrebbe essere configurabile una responsabilità a suo carico.
      Le consiglio di consultare il Suo legale di fiducia per poter approfondire con lui la questione e per poter ottenere la miglior difesa dei Suoi diritti.
      Per quanto riguarda invece la copertura assicurativa, se Lei è certo che le spese che dovrà sostenere per le cure mediche saranno di importo inferiore rispetto all’ammontare della franchigia, Le sconsiglio di aprire la pratica legata al sinistro: andrebbe incontro a costi che saprebbe già in anticipo di non poter in alcun modo recuperare.
      Resto a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento e La invito a non perdere i prossimi articoli del nostro blog, per essere sempre aggiornato su temi di attualità legati al diritto di famiglia, condominio e tutela del consumatore.
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      buona giornata

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