INFLUENCER E DIRITTO D’AUTORE

INFLUENCER E DIRITTO D’AUTORE

Si sbaglia se si pensa che quella dell’influencer sia un’attività da svolgere “a tempo perso”.

Si tratta di un vero e proprio lavoro che richiede tempo e dedizione e che, al pari di un lavoro “comune”, è sottoposto ad una disciplina ben precisa.

Abbiamo già parlato in un precedente articolo di come sia regolato il contratto di sponsorizzazione, fonte di disciplina dei rapporti tra influencer ed azienda pubblicizzata. Oggi vogliamo approfondire la questione, volgendo lo sguardo anche ad aspetti nuovi.

Innanzitutto, cominciamo col dire che l’influencer è colui che crea dei contenuti, siano essi foto, video o stories, pubblicizzando prodotti di un brand e “influenzando” così i seguaci (c.d. followers) nella scelta dei loro acquisti. Si tratta, in sostanza, di una moderna forma di pubblicità, che sfrutta la diffusione dei social network e che risulta essere estremamente efficace, in ragione di milioni di utenti che ogni giorno interagiscono tra loro con un semplice click.

I contenuti creati dal digital content creator sono sottoposti alla disciplina del copyright e del diritto d’autore: pertanto, l’utilizzazione di tali contenuti da parte di terzi è sottoposta alla preventiva autorizzazione da parte dell’influencer e, non si dimentichi, deve comunque sempre essere chiara la provenienza di tali contenuti (la cosiddetta paternità).

Ciò significa che se, previo consenso del titolare del contenuto, un terzo lo utilizzi per un fine qualsiasi (pubblicitario, propagandistico…) dovrà sempre essere indicato che l’immagine o il video sono di proprietà di un altro soggetto (l’influencer, per l’appunto) che deve essere ben identificato.

 

Inoltre, nota estremamente importante e di portata non indifferente, l’influencer funziona come un vero e proprio brand. È infatti riconoscibile dai suoi seguaci e ha indubbiamente carattere distintivo. Per questi motivi, è consigliabile la registrazione del proprio nome come marchio presso l’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi). In tal modo, l’influencer sarà tutelato di fronte a coloro i quali sfruttino la sua popolarità per trarne un vantaggio economico ponendo in essere quella che, in gergo tecnico, prende il nome di condotta parassitaria, che si configura ogni qualvolta un soggetto faccia uso fraudolento della popolarità/visibilità di un marchio per ottenere dei guadagni.

Più in generale, registrare il proprio nome ha la funzione di tutelare il content creator di fronte a condotte che configurino ipotesi di concorrenza sleale, violando i principi della correttezza professionale e danneggiando l’altrui azienda.

Gli influencer però non sono solo titolari di diritti ma devono anche rispettare delle regole: per esempio, non devono effettuare pubblicità occulta. Ogni volta che un influencer sponsorizza un prodotto, deve indicarlo nel post, segnalando la collaborazione con il brand (spesso si trovano le diciture “paid partnership with…” oppure “advertisement”).

Inoltre, è bene prestare attenzione all’utilizzo dei c.d. hashtag, ovvero delle “etichette” che vengono apposte sulle fotografie per categorizzarle al fine di selezionare i destinatari cui rivolgere il post. Nel caso infatti in cui soggetto a tutela sia un termine, una parola o un nome, l’utilizzo dello stesso quale hashtag configura condotta parassitaria se ci si muove nell’ambito di un’attività promozionale, quando l’uso dell’hashtag non sia autorizzato.

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L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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