Diritto di ripensamento

Il diritto di ripensamento per gli acquisti a distanza

Quante volte capita di lasciarsi attirare dalle proposte telefoniche che promettono vantaggiose offerte o dagli sconti pubblicizzati sui siti di vendita online?

E quante di pentirci dell’acquisto una volta ricevuto il prodotto o rimasti delusi dal servizio?

Il legislatore, sollecitato dal diritto comunitario (Direttiva 2011/83), ha previsto a questo proposito un trattamento di favore per l’acquirente, conferendogli il diritto di ripensamento alla convenienza del contratto sottoscritto una volta avuto modo di valutare quanto acquistato.

Il ‘diritto di ripensamento’, disposto a tutela del cosiddetto contraente debole, garantisce la possibilità di sciogliersi dal vincolo contrattuale in ragione di un temperamento di una tipologia di vendita che spesso si rivela commercialmente aggressiva.

La disciplina di riferimento è contenuta negli artt. 49 – 59 del Codice del consumo (D.lgs. 6 Settembre 2005 n. 206 come modificato da D.lgs. 6 Agosto 2015 n. 130 e D.lgs. 15 Gennaio 2016 n.8).

Questo diritto di ripensamento attribuisce al consumatore il potere di sciogliere il contratto, con le obbligazioni a esso connesse, senza il consenso della controparte; ciò senza subire penali e senza pretesa di motivazione.

Il venditore, in questa ipotesi, dovrà restituire all’acquirente l’intera somma dell’acquisto.

Il diritto di ripensamento può essere esercitato entro 14 giorni dalla ricezione della copia del contratto.

Questa facoltà è chiaramente esercitabile solo se il cliente ha stipulato il contratto fuori dalla sede o dagli uffici commerciali del fornitore, cioè se il contratto è stato stipulato ‘a distanza’.

Vengono dunque tutelate le ipotesi in cui l’acquirente non abbia potuto vedere e sperimentare dal vivo il prodotto acquistato.

La volontà contrattuale che spinge l’acquirente a perfezionare l’acquisto si può quindi modificare una volta che egli abbia contezza della qualità del prodotto ricevuto.

Il termine per il ripensamento è ulteriormente allungato per i casi in cui il professionista non abbia soddisfatto gli obblighi di informazione per i contratti e le proposte contrattuali negoziati al di fuori dei locali commerciali; in queste ipotesi il termine è di 60 o 90 giorni che decorrono, per i beni, dal ricevimento da parte dell’acquirente, per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto.

Il venditore ‘a distanza’ ha infatti l’obbligo di informare il consumatore circa l’esistenza del diritto al ripensamento, nonché l’onere di metterlo nelle condizioni di poter esercitare tale facoltà mediante la spiegazione delle fasi della procedura.

La carenza informativa non può avere, infatti, effetti di svantaggio per il consumatore.

Il diritto di ripensamento può essere esercitato mediante l’invio di una comunicazione scritta al venditore con lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

La comunicazione può essere inviata anche attraverso telegramma, telex, posta elettronica o fax, purché venga confermata tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le 48 ore successive.

Nella raccomandata è necessario inserire le proprie generalità, i dati relativi all’ordine o all’acquisto effettuati,  la comunicazione della volontà di recedere dal contratto e l’intimazione a restituire il prezzo pagato entro il termine di 30 giorni.

Nel caso in cui, al momento del ripensamento, la consegna del bene sia già stata effettuata, l’acquirente ha l’obbligo di riconsegnare il prodotto ‘sostanzialmente integro’ al venditore entro 14 giorni solari dall’esercizio del diritto di ripensamento.

Questa disciplina di favore si pone l’obiettivo di agevolare la conclusione delle trattative commerciali, nel senso di consentire il maggior grado di consapevolezza delle proprie scelte; si consente così, inoltre, ai professionisti di operare in modo più trasparente e funzionale.

 

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Avv. Laura Citroni
L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.

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