Nuove regole sulle coppie di fatto: cosa dice il DDL Cirinnà

Nuove regole sulle coppie di fatto: cosa dice il DDL Cirinnà

In questi giorni sul DDL Cirinnà, personaggi politici, siti internet e blog, cercano di ritagliarsi uno spazio per commentare le nuove norme. Cirinnà si e Cirinnà no, ciascuno dice la propria sulle coppie di fatto, ma cosa prevede esattamente il testo appena approvato alla Camera ed in attesa del voto del Senato?

Per rispondere a questa domanda, ci siamo messe di buona lena e, dopo aver scaricato il testo dal sito del Parlamento, abbiamo comparato la nuova disciplina sulle coppie di fatto a quella precedentemente in vigore.

Ci è dispiaciuto constatare che il DDL Cirinnà si presenta più come un manifesto partitico che come intervento legislativo pensato per le esigenze dei cittadini.

Il DDL dà una definizione dei “conviventi di fatto” precisando che, ai sensi del comma 36 dell’unico articolo della legge, questi sono “due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da unione civile”.

Il Parlamento utilizza quindi il concetto di famiglia anagrafica, indicando come unico elemento misurabile la semplice coabitazione e l’assenza di rapporti di parentela. Quello che più ci ha stupito è che non venga in alcun modo descritto quali siano le modalità per accertare la stabilità del legame affettivo e la sussistenza dell’impegno all’assistenza reciproca, che per il disegno di legge fungerebbero da presupposti per l’esistenza della coppia di fatto.

Prima di addentrarci nelle novità introdotte, risulta necessario sottolineare che lo scopo del DDL Cirinnà è quello di tutelare coloro che non sono legati da un vincolo matrimoniale, senza però giungere ad una completa equiparazione dei conviventi, ai coniugi. Questo significa che i diritti dei quali potranno godere due conviventi non potranno mai essere i medesimi che si generano con il matrimonio.

Già in un altro articolo, che potete leggere qui, avevamo affrontato le problematiche connesse ai diritti delle coppie di fatto rispetto ai coniugi.

In particolare si informava della possibilità di stipulare il c.d. “contratto di convivenza” per regolamentare gli interessi di natura patrimoniale tra i partner. Rimaneva tuttavia l’esigenza che una legge rendesse ufficiale tale accordo e, in aggiunta, regolamentasse quegli aspetti che un contratto tra privati non può disciplinare.

Ora quest’esigenza è stata –parzialmente- soddisfatta. Il DDL, infatti, istituzionalizza il contratto di convivenza.

Innanzitutto, condizione imprescindibile per tale accordo è che nessuno dei due sia interdetto o abbia commesso un reato contro l’altro. Inoltre, non vi deve essere precedente vincolo di matrimonio, di unione civile o di ulteriore e diverso contratto di convivenza

Per quanto riguarda la forma di tale contratto, se prima era possibile stipularlo “privatamente”, ora ci si dovrà rivolgere ad un avvocato o ad un notaio. Sarà cura di questi professionisti, registrarlo all’anagrafe per i successivi adempimenti.

Tra le novità introdotte dal DDL Cirinnà (sempreché, è necessario ricordarlo, venga approvato anche dal Senato) è interessante citare:

  • l’automatico diritto di visita, assistenza e accesso alle informazioni senza necessità di apposita delega, in caso di malattia o ricovero del partner;
  • la possibile designazione, tramite semplice dichiarazione scritta, del convivente come rappresentante per le importanti decisioni in materia di salute, donazione degli organi, trattamento del corpo e celebrazioni funerarie, in caso di malattia che determini incapacità di intendere e volere o di morte.
  • l’equiparazione al coniuge nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario;
  • il diritto ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non superiore a cinque anni e facoltà di sostituirsi al partner nel contratto di locazione, per il convivente superstite in caso di morte del partner;
  • il diritto al risarcimento in caso di decesso causato da fatto illecito, con equiparazione al coniuge;

Inoltre, al convivente che presti stabilmente il proprio aiuto all’interno dell’impresa del partner, spetta il diritto di partecipare agli utili d’azienda, in misura proporzionale al lavoro prestato.

Susciterà accesi dibattiti invece, la scelta legislativa di attribuire il diritto agli alimenti al convivente “separato”. Il giudice nel determinarne la misura, valuterà anche la durata della convivenza stessa.

Sono molti, quindi, gli aspetti positivi di questo disegno di legge in merito alle coppie di fatto.

Purtroppo, per quanto riguarda il diritto successorio, con le nuove disposizioni rimane ancora escluso il convivente dalla c.d. quota di legittima, ovvero la parte di eredità espressamente riservata ai parenti più prossimi. Sarà pertanto necessario redigere testamento qualora non si voglia lasciare il partner economicamente più debole privo di tutela. Non sono nemmeno stabiliti diritti previdenziali, in particolare in merito all’indennità di fine rapporto.

Possiamo quindi evidenziare come, in materia di diritti delle coppie di fatto, se da un lato un passo avanti è stato compiuto, dall’altro non è stata colta l’occasione per compierlo bene. Il DDL è infatti redatto in modo grossolano, quasi come un elenco, quando invece per intenderci, dovrebbe essere steso come un libro, con diversi “capitoli” e “sottocapitoli”.

Al momento rimangono, inoltre, ancora ignote alcune modalità burocratiche attuative, che si rendono necessarie per evitare abusi delle nuove norme.

L’unica nota che accogliamo con pieno entusiasmo è l’apertura di un nuovo periodo di ricerca, focalizzato sulla corretta redazione del contratto di convivenza: quali saranno le decisioni da inserire nel contratto a tutela dei conviventi, ma che al contempo ne rispettino la dignità ed il vincolo affettivo che li lega? Si tratterà quindi di creare volta per volta un “matrimonio” diverso per ciascuno.

Sarà un onore per noi seguire gli sviluppi in merito ed iniziare a redigere formalmente tali accordi, calibrando caso per caso, le diverse esigenze dei singoli individui.

E tu sei pronta per ufficializzare la convivenza con il tuo partner? Vuoi saperne di più per poter decidere al meglio?

Contattaci per una consulenza gratuita cliccando qui!

consulenza-coppie-di-fatto

Se hai apprezzato questo post, puoi leggere anche:

The following two tabs change content below.
L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
Condividi su:
  • 18
  • 5
  • 9
  • 3
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento