CONTRATTO DI LEASING: DISCIPLINA DEL SUBENTRO

CONTRATTO DI LEASING: DISCIPLINA DEL SUBENTRO

Il contratto di leasing è una forma particolare di contratto di locazione: così come quest’ultimo, il leasing prevede l’utilizzo di un bene a fronte del pagamento di un canone mensile. La particolarità del leasing risiede però nella possibilità, al termine del contratto, di riscattare il bene oggetto dello stesso: in pratica, l’utilizzatore può scegliere di restituire il bene al proprietario oppure acquistarlo, pagando una somma predeterminata al momento della stipula del contratto.

Inoltre, nella maggior parte dei casi, il primo canone che si corrisponde è di importo superiore rispetto ai successivi (infatti è spesso definito “maxi-canone”): la sua funzione è quella di limitare e prevenire i danni che subirebbe il proprietario del bene nella denegata ipotesi di insolvenza dell’utilizzatore.

Il contratto di leasing presenta numerosi vantaggi, specialmente per le aziende, poiché è soggetto a regimi fiscali agevolati e consente, nel caso per esempio di automobili o di macchinari ad uso industriale, di sostituirli frequentemente in favore di modelli più recenti senza dover affrontare acquisti e vendite a catena.

Può accadere che, nel corso del contratto di leasing, l’utilizzatore perda interesse nei confronti del bene oggetto del contratto perché, per esempio, non gli occorre più: si pensi all’agente di vendita che cambia lavoro e dunque non necessita più dell’auto in leasing. Cosa può fare in questo caso?

La legge prevede la possibilità di cedere il contratto ad un terzo, il quale subentrerà in luogo dell’utilizzatore: pertanto, il subentrante si sostituisce al cedente nel pagamento dei canoni mensili ed, eventualmente, nel pagamento del canone finale laddove decidesse di acquistare il bene.

Le modalità di un eventuale subentro sono solitamente concordate al momento della stipula del contratto. In esso le parti possono anche prevedere che affinché la cessione avvenga validamente non sia necessario il consenso del proprietario del bene oggetto di leasing.

Viceversa, in mancanza di una disciplina espressamente prevista a livello contrattuale, per il subentro sarà necessario il consenso di entrambe le parti originarie.

L’operazione di subentro nel contratto di leasing non avviene a titolo gratuito: infatti, il subentrante dovrà pagare una somma il cui ammontare sarà pari al valore nominale del bene oggetto del contratto, decurtato dei canoni mensili ancora da pagare e della somma finale prevista per l’eventuale riscatto del bene.

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L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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