Car sharing: come funziona?

Car sharing: come funziona?

Ultimamente, soprattutto nelle grandi città, l’utilizzo delle auto personali sta lasciando il posto al diffusizziono fenomeno del car sharing, un metodo innovativo per usare la macchina solo quando è davvero necessario, risparmiando e facendo del bene all’ambiente.

Ma come funziona il car sharing? e in caso di multe, incidenti??

In questo articolo troverete molte risposte a queste ed altre domande.

Il car sharing (dall’inglese auto condivisa) è la condivisione tra cittadini dell’utilizzo di un’automobile non di proprietà.[1]

Si tratta di un sistema di mobilità innovativa che consente di utilizzare una macchina pagandone solamente l’utilizzo effettivo, eliminando, invece, i costi fissi legati all’esclusivo possesso di una macchina (tagliando, assicurazione, revisione, garage, ecc.), il più delle volte poco utilizzata. E’ un utile strumento per ridurre problemi di traffico ed inquinamento, poiché condividendo l’auto con altri automobilisti si riduce non solo il numero delle vetture presenti su strada ma diminuiscono anche le emissioni nocive nel’ambiente. 

Caratteristica di questo servizio è che la proprietà dell’auto è in capo ad un soggetto diverso dall’utilizzatore, in genere una società che ne trae profitto mettendone a disposizione un certo numero dietro un corrispettivo in denaro, che varia a seconda del periodo di utilizzo.

Il costo globale per l’utente risulta composto da un costo fisso (eventuale quota annuale) ed un costo variabile legato all’utilizzo del servizio (quota chilometrica o oraria).

Generalmente, l’addebito dei costi avviene sulla carta di credito indicata al momento dell’iscrizione con una fatturazione mensile scaricabile direttamente dal sito internet della società.

Di per sé, funziona in un modo abbastanza semplice.

– L’utente si iscrive al servizio nella città di suo interesse, anche se in realtà la sua iscrizione è valida in tutte le altre città che hanno aderito all’iniziativa.

– In qualsiasi momento del giorno e della notte, sul sito internet, tramite le applicazioni del telefonino o chiamando il call center, si individua la vettura più vicina oppure si sale direttamente su un’auto parcheggiata per strada.

La vettura si utilizza per il tempo necessario e si parcheggia poi senza alcun obbligo di località, purché l’auto rimanga all’interno dell’area urbana del servizio.

Attualmente si stanno espandendo sempre più le aree di utilizzo dei veicoli ed, in modo particolare, negli aeroporti che stanno fuori città presso i quali è possibile parcheggiare l’auto, o prelevarla, a fronte di un piccolo sovrapprezzo.

Il rifornimento di benzina viene solitamente effettuato ad opera del personale della società di gestione, tuttavia, nel caso in cui l’utente volesse provvedere da solo, può andare in uno dei distributori convenzionati venendo premiato, per il disturbo, con accredito di minuti da usufruire per noleggi successivi.

Oltre agli innumerevoli vantaggi portati da questa iniziativa bisogna comunque considerare una serie di inconvenienti legati suo utilizzo. Gli aspetti più problematici sono indubbiamente quelli relativi all’assicurazione ed alla copertura dei rischi.

Come sempre, quando si è alla guida, è necessario prestare molta attenzione per non incorrere in brutte sorprese e spese impreviste.

In caso di tamponamento, bisogna contattare subito la società di car sharing. E’ però un onere del cliente compilare immediatamente il modulo della constatazione amichevole, o contattare la polizia per la redazione di un verbale che attesti la dinamica dell’incidente e attribuisca le responsabilità.

Se la colpa è dell’utilizzatore, la sua classe di merito NON subirà alcuna modifica, anche se, in alcuni casi la compagnia assicurativa scelta dalla società potrebbe richiedere il rimborso dei danni. Se la responsabilità è dell’altro conducente invece sarà l’assicurazione di quest’ultimo a rimborsare tutti i danni. In entrambi i casi l’intervento del soccorso stradale è a carico dell’utilizzatore.

Le multe per divieto di sosta o altre infrazioni al codice stradale (mancato rispetto dei limiti di velocità, circolazione in aree vietate, ecc.) sono invece interamente a carico dell’utente, con l’aggiunta delle spese di notifica comprese tra i 20 e i 50 euro. A causa delle infrazioni si possono perdere punti della patente proprio come quando si guida un veicolo di proprietà.

Per evitare di incorrere in qualsiasi tipo di responsabilità, fin dal primo momento in cui entra in possesso della vettura, l’utente ha l’onere di dare comunicazione alla società gestrice del servizio di eventuali danni visibili, di modo che si possa risalire più facilmente al reale responsabile.

In caso di furto del veicolo è necessario contattare subito la compagnia di car sharing, riconsegnando le chiavi del veicolo per testimoniare di non aver lasciato incustodita l’auto. In questo ultimo caso, infatti,  all’utilizzatore potrebbe essere addebitato l’intero valore del mezzo rubato.

In tal caso sarà necessario denunciare l’accaduto anche all’autorità competente.

In Italia, questa iniziativa è promossa e sostenuta dal Ministero dell’Ambiente e del Territorio, che collaborando con le varie realtà locali, permette di trovare questo servizio in tutte le principali città italiane.

Le varie amministrazioni incentivano l’utilizzo del car sharing offrendo apprezzabili vantaggi a chi decida di farne uso come ad esempio, l’uso di alcune corsie preferenziali su strada, l’accesso gratuito alle zone ZTL, la sosta gratuita anche in centro o la possibilità di circolare anche quando il traffico sarebbe altrimenti limitato.

E tu hai mai utilizzato il Car Sharing? Lasciaci un commento!

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[1]Car sharing è dunque una automobile (car) che si ‘divide-insieme’ (condividere) quando ritorna utile farlo (utilizzo) senza esserne proprietari.
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Avv. Laura Citroni
L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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