BLOCKCHAIN: I RISVOLTI GIURIDICI

BLOCKCHAIN: I RISVOLTI GIURIDICI

E’ da qualche anno che si parla di criptovalute, Bitcoin e database “di scambio”.

In realtà quello che pochi sanno è che alla base di tutto ciò c’è una tecnologia estremamente complessa ed articolata, definita “Blockchain”.

La blockchain è un’enorme banca dati, un infinito registro informatico, che è strutturato su migliaia di server “peer to peer” ovvero “alla pari”. Ciò significa che non esiste un server centrale ma che tutti i computer sui quali viene installata la blockchain sono parificati tra di loro: l’importanza di tale struttura la si coglie nel fatto che si realizza così un sistema inattaccabile.

Sono stati milioni i tentativi di violare il sistema di blockchain accedendo alle informazioni ivi contenute per manometterle ma nessuno ci è mai riuscito, proprio perché è matematicamente impossibile.
Infatti, se ci fosse un server centrale cui accedere si potrebbe “attaccare” quell’unico server per accedere al registro; in realtà invece, con questa struttura decentrata, gli attacchi esterni sono sempre neutralizzati dal fatto che, per manomettere un’informazione, bisognerebbe intervenire su tutti i computer su cui la blockchain è installata: questo è, per l’appunto, impossibile.

Ma ciò che rende straordinaria la tecnologia della blockchain, accanto all’altissimo livello di sicurezza, è la garanzia di correttezza delle informazioni contenute nelle banche dati. Tutto ciò che viene immesso nel software è sottoposto ad un controllo mediante dei processi di validazione che garantiscono senza possibilità di errore la veridicità di quanto è riportato, senza alcuna possibilità di apporvi delle modifiche.

Tale sistema di registrazione delle informazioni nasce in realtà con lo scopo di marcare i documenti digitali, impedendone modifiche e retrodata.

Successivamente però è stato semplice cogliere immediatamente le infinite applicazioni che la blockchain avrebbe potuto avere e ciò ha consentito che tale tecnologia si aprisse a diversi settori, quali quello elettorale con il controllo del voto elettronico, le transazioni commerciali, la registrazione dei brevetti ed il diritto d’autore.

In particolare, nel caso di opere d’arte, la blockchain consente di registrare l’opera abbinando ad essa informazioni quali l’autore, la data di creazione, le licenze d’uso, in modo tale da impedire inequivocabilmente qualsiasi contraffazione.

La blockchain offre anche occasioni di modifica radicale delle professioni legali e del loro svolgimento poiché consente di eliminare gli intermediari e, soprattutto, grazie ad un sistema estremamente complesso, introduce un meccanismo di automatizzazione dei contratti, i quali possono essere redatti in modo automatico attraverso l’incrocio di informazioni archiviate e verificate e poi coordinate sulle esigenze espresse dalle parti in un paio di click.

Si tratta dunque di una tecnologia che potrebbe davvero cambiare il nostro modo di vivere e, dal punto di vista delle professioni legali, non si può negare che l’intelligenza artificiale ci costringa a rimodellare le nostre competenze ed a ripensare alla nostra funzione, costringendoci ad adeguarci alle inevitabili conseguenze dell’avvenire tecnologico.

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L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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