BANKSY: OPERA CHE SI AUTODISTRUGGE E PROFILI GIURIDICI

BANKSY: OPERA CHE SI AUTODISTRUGGE E PROFILI GIURIDICI

Nei giorni scorsi si è parlato molto dell’ultima geniale trovata di Banksy, street-artist che agisce nell’anonimato ma che è noto al pubblico per il suo attivismo sociale e politico e per i messaggi di contestazione che trasmette attraverso le sue opere.

L’artista, noto per le sue idee bizzarre (si pensi a “Dismaland”, il parco divertimenti più macabro e tetro del mondo, realizzato proprio da Banksy in contrapposizione a Disneyland e pensato per chi ama divertirsi con tutto ciò che è horror), ha recentemente sorpreso tutti con un gesto a dir poco eclatante: lo scorso 7 ottobre è stata battuta all’asta una delle sue opere più celebri, “Girl With Balloon”, aggiudicata da un acquirente anonimo per la cifra di 1,18 milioni euro.

Pochi istanti dopo che il banditore ha battuto il martello, l’opera ha iniziato a scivolare verso il basso, passando all’interno di un tritacarte installato nella cornice ed uscendone tritata in tante striscioline, sotto gli occhi sbalorditi dei presenti.

Appresa la notizia, non abbiamo potuto fare a meno di riflettere sui profili giuridici dell’accaduto e sulle sorti dell’aggiudicatario dell’opera andata poi parzialmente distrutta.

Nell’ordinamento italiano vige la regola generale per cui agli acquisti si applica il principio consensualistico, in ragione del quale il trasferimento della proprietà si perfeziona nel momento in cui i contraenti si scambiano il consenso (per esempio, al momento della sottoscrizione del contratto), indipendentemente dall’avvenuta consegna del bene e dal pagamento del prezzo, che sono obblighi che sorgono come diretta conseguenza dello scambio del consenso.

Stando a quanto si ricava da questo principio, l’aggiudicatario della celebre opera di Banksy avrebbe assunto l’obbligo di pagare il prezzo al momento della chiusura dell’asta in suo favore.

In realtà esistono delle norme derogatorie della disciplina generale che trovano applicazione proprio in presenza di situazioni particolari, nelle quali applicare le norme di carattere generale comporterebbe un inutile svantaggio a carico di entrambi i contraenti.

Un’importante deroga relativa alla vendita a mezzo asta è proprio quella che riguarda il principio consensualistico: a differenza di quanto accade nelle normali compravendite, in cui l’acquisto si perfeziona con lo scambio del consenso e dal consenso stesso scaturiscono tutti i connessi obblighi contrattuali, in questo caso il principio consensualistico NON trova applicazione.

Cosa significa?

Significa che nonostante l’opera fosse stata assegnata all’anonimo acquirente per l’importo di 1 milione e 18 mila euro, l’acquisto non si era ancora perfezionato perché il momento perfezionativo coincide, in via eccezionale, con il momento del pagamento del prezzo e non con il momento in cui si conclude l’accordo.

In ogni caso, bisogna tenere conto anche di un altro elemento estremamente rilevante: abbiamo visto che all’interno della cornice dell’opera era posizionato un tritacarte di cui nessuno era a conoscenza. L’acquirente quindi al momento dell’acquisto non poteva sapere della presenza di quell’elemento occulto e delle conseguenze che avrebbe provocato la sua attivazione. Si configurano quindi i presupposti per agire per l’annullamento del contratto, anche perchè, a seguito della distruzione, l’acquirente si trova di fronte ad un’opera del tutto diversa da quella da lui acquistata.

Bisogna aggiungere, inoltre, che se un’opera viene danneggiata mentre si trova ancora nella custodia della Casa d’Aste, l’acquirente può ritirare l’offerta.

Quindi in questa situazione l’anonimo aggiudicatario avrebbe la possibilità di rinunciare validamente al suo acquisto; tuttavia ha dichiarato di accettare comunque di acquistare l’opera, riconoscendone l’accresciuto valore artistico e la indiscussa unicità.

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Avv. Laura Citroni
L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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