Bambini, animali e condominio: cosa prevede la legge

Bambini, animali e condominio: cosa prevede la legge

Il tema bambini, animali e condominio è un tema piuttosto caldo. Infatti, molti genitori riferiscono la preoccupazione per la presenza di cani pericolosi che vengono lasciati liberi senza guinzaglio e museruola all’interno dell’area comune di un condominio (giardino o cortile), durante la permanenza di bambini.

Come possono tutelarsi i condomini con figli verso questi proprietari incuranti delle regole??

Cominciamo a parlare del cortile condominiale, considerato tra i luoghi aperti al pubblico e quindi con obbligo di guinzaglio o museruola.

Sulla questione si era già espressa la cassazione con una sentenza, la 14353 del 2000, ribadendo che ”in tema di condominio negli edifici, il diritto di cui è titolare ciascun condomino di usare e godere delle cose di proprietà comune a suo piacimento trova limite nel pari diritto di uso e di godimento degli altri condomini.

Pertanto, l’usare gli spazi comuni di un edificio in condominio facendovi circolare il proprio cane senza le cautele richieste dall’ordinario criterio di prudenza può costituire una limitazione non consentita del pari diritto che gli altri condomini hanno sui medesimi spazi, se risulti che la mancata adozione delle suddette cautele impedisce loro di usare e godere liberamente di tali spazi comuni”.

Si potrebbe chiedere l’intervento dei vigili per far multare i proprietari dei cani se quest’ultimi circolano liberi dal guinzaglio e dalla museruola. Le ultime modifiche legislative (vedi articolo) consentono di tenere in appartamento tutti gli animali domestici senza limiti.

Per denunciare un altro condomino bisogna comunque avere le prove documentate che il cane viene condotto in modo pericoloso o molesto ed essere sicura che quella condotta sia effettivamente da ritenersi pericolosa (altrimenti si potrebbe rischiare la denuncia). Come detto sopra si potrebbe quindi segnalare la questione alle forze dell’ordine o alla polizia municipale, ma difficilmente si scomoderanno se non c’è un effettivo e fondato pericolo.

Un consiglio può essere quello di segnalare il caso ad una associazione di guardie zoofile, (vedi ad esempio http://www.guardiezoofile.info/) che di solito intervengono subito.

Una raccomandata all’amministrazione di condominio in ogni caso non guasta mai!!!!

Vediamo ora le novità del nostro ordinamento relativamente ad animali in condominio e cosa comportano

All’interno del nostro ordinamento c’è da segnalare un’importante novità per tutti i proprietari di animali domestici.

Dallo scorso 18 giugno è infatti entrata definitivamente in vigore la Legge 220/212 con la quale vengono abrogate le clausole dei regolamenti condominiali che vietano di tenere gli animali nei condomini.

Più precisamente, l’articolo 16 della citata Legge, integra l’articolo 1138 del Codice Civile disponendo che: ”Le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”.

Con queste novità, nessun regolamento condominiale potrà più vietare la presenza di animali, né all’interno dei singoli appartamenti e neppure negli spazi comuni come il giardino che potranno però essere usati solo educando l’animale ed avendo una condotta rispettosa delle regole di convivenza.

Rimane, infatti, l’obbligo di ripulire laddove il cane dovesse eventualmente sporcare, di non danneggiare né disturbare in alcun modo gli altri condomini o di risarcire eventuali danni provocati dal gatto che si intrufola nelle proprietà altrui.

È inoltre doveroso rispettare le disposizioni contenute nell’ordinanza del ministero della Salute, entrata in vigore il 23 marzo 2009 che prevede, tra l’altro, l’obbligo, per i proprietari dell’animali, di mantenere pulita l’area di passeggio, di utilizzare il guinzaglio in ogni luogo e – nel caso di animali aggressivi – di utilizzare la museruola.

L’accesso degli animali nel condominio , inoltre, lascia invariate tutte le forme di tutela civile e penale che l’ordinamento già prevede a favore dei terzi che, di fatto, subiscano un danno dall’animale. In ambito civilistico, non viene meno il principio generale del neminem laedere di cui all’art.2043 c.c. e dunque, in caso di oggettive e certificate molestie da parte degli animali. I condomini conservano quindi la piena facoltà di agire in giudizio per il risarcimento del danno.

Si precisa, infatti, che è sempre prevista la responsabilità civile ex articolo 2052 del Codice civile e la responsabilità penale dei proprietari, in caso di danni o lesioni a persone, animali o cose nonché l’obbligo di stipulare, in caso di animali pericolosi, una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni causati contro terzi.

La norma, come modificata, va a incidere sui regolamenti esistenti di natura contrattuale e assembleare facendo cadere tutte le limitazioni e le restrizioni relative al possesso di animali domestici.

Quello che viene meno è il divieto a priori di possedere un animale di compagnia, che cessa di avere effetto anche per i vecchi regolamenti che lo prevedevano.

Tuttavia, è bene ricordare che nel caso di contratto d’affitto, essendo questo un accordo tra privati che diviene vincolante una volta sottoscritto, resta la libertà del locatario di inserire nel contratto il divieto a detenere un animale domestico, che una volta sottoscritto il contratto è vincolante. 

Si sottolinea che la normativa proposta non è applicabile indifferentemente ad ogni tipo di animale, ma solo a quelli “domestici” come cani e gatti (benché la definizione sia valida anche per conigli, galline, ecc., compatibilmente con le loro esigenze etologiche e nel rispetto della normativa vigente). Sono invece esclusi animali esotici come boa, iguane o simili.

Per completezza si aggiunge inoltre che le colonie feline, ossia gli insediamenti spontanei di gatti, non possono essere né catturate né allontanate dalle aree condominiali, a meno che non si tratti di interventi sanitari o di soccorso motivati. La legge 281/91 prevede infatti il loro diritto alla territorialità e vieta espressamente qualsiasi forma di maltrattamento.

Da ultimo si ricorda che la Cassazione con il decreto 13 marzo 2013 nel quale, ha ritenuto che in caso di separazione o divorzio cani e gatti devono essere considerati  come membri della famiglia e che, pertanto, andranno collocati presso il coniuge separato con regolamento di spese analogo a quello del figlio minore

La portata di questa riforma è quindi decisamente rilevante se si considera che la metà delle famiglie italiane ha in casa uno o più animali domestici.

Anche tu vivi in un condominio? Possiedi animali domestici rumorosi o sei mai stato svegliato da rumori molesti? Contattaci!

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Avv. Laura Citroni
L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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Un commento su “Bambini, animali e condominio: cosa prevede la legge

  1. Ottimo articolo: in casi come questo è fondamentale informarsi adeguatamente, possibilmente con l’aiuto dello stesso amministratore di condominio. Purtroppo, a causa di comportamenti poco educati, la convivenza con i cani in condominio non è sempre pacifica ed è spesso alimentata da pregiudizi ed estremismi..

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