AZIONE DI RIVENDICAZIONE: COS’E’ E QUANDO PUO’ ESSERE USATA

AZIONE DI RIVENDICAZIONE: COS’E’ E QUANDO PUO’ ESSERE USATA

Il diritto di proprietà ha origini antiche, fonda le sue radici già nel diritto romano e, d’altronde, se ne coglie facilmente l’importanza: il rispetto dei confini, fisici e non, è essenziale per una pacifica convivenza sociale.

Esistono tantissime norme del nostro ordinamento, sia di natura civile che di natura penale, volte proprio a tutelare il diritto di proprietà e, più in generale, i diritti sul patrimonio: si pensi alle norme contro il furto, all’estorsione, al danneggiamento di cose altrui, alla rapina…

Oggi però vogliamo occuparci del concetto di proprietà in senso stretto e dal punto di vista civile, ove la proprietà è intesa come quel “diritto reale che ha per contenuto la facoltà di godere e di disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo” (art. 832 del codice civile).

Il diritto di proprietà è un diritto assoluto, vale a dire che può essere fatto valere indistintamente verso tutti i consociati, sui quali grava un obbligo di astensione, vale a dire l’obbligo di non turbare in alcun modo il godimento del bene da parte del suo proprietario.

Tuttavia, possono verificarsi situazioni nelle quali il diritto di proprietà viene violato.

Per esempio, può succedere che il bene di Tizio si trovi nel possesso di Caio e che Caio si rifiuti di restituirlo al legittimo proprietario (si pensi ad un bene concesso in comodato e non restituito al termine dello stesso).

In questi casi la legge interviene a tutela del proprietario, individuando uno specifico strumento che risulta essere particolarmente efficace per porre rimedio alla violazione del diritto: si tratta dell’azione di rivendicazione.

L’azione di rivendicazione è un’azione che il proprietario non possessore può esperire per recuperare la cosa posseduta o detenuta da altri.

Prima condizione necessaria affinchè si possa agire in rivendicazione è, naturalmente, non essere in possesso del bene che si intende recuperare, altrimenti l’azione perderebbe di significato.

Inoltre, bisognerà dimostrare di essere i veri proprietari del bene oggetto della richiesta.

Qui le cose si complicano un po’ perchè, se con riferimento ai beni mobili vale la regola del “possesso vale titolo” (chiunque acquisti il possesso di un bene mobile in base ad un titolo astrattamente idoneo al trasferimento della proprietà, diventa automaticamente proprietario del bene, purchè sia in buona fede), per quanto riguarda i beni immobili funziona diversamente.

Infatti, sarà necessario dimostrare non soltanto di essere muniti di un titolo da cui risulti la titolarità del bene oggetto dell’azione, ma bisognerà dimostrare anche che i “passaggi” che il bene ha effettuato prima di arrivare all’ultimo proprietario sono validi. Si tratta dunque di provare la validità di tutti gli acquisti dei precedenti proprietari del bene. Questa nel linguaggio giuridico è chiamata “probatio diabolica”, cioè una prova che è difficile da fornire in giudizio.

A favore del legittimo proprietario del bene però, è previsto che l’azione di rivendicazione sia imprescrittibile: ciò significa che sarà possibile in qualsiasi momento agire per ottenere la consegna del bene illegittimamente detenuto da altri.

Tuttavia, un principio cardine del nostro ordinamento giuridico è “la certezza del diritto”, in ragione della quale la realtà sostanziale e fattuale, prima o poi deve diventare stabile e, appunto, certa. Non sarebbe accettabile che una situazione giuridica possa rimanere “in bilico” all’infinito.

Per questa ragione, esistono dei meccanismi di stabilizzazione della realtà sostanziale che subentrano all’inerzia dei titolari di un diritto violato quando questi rinuncino a chiederne la tutela. Nel caso di specie, un’applicazione di questo principio la troviamo nella disciplina dell’usucapione.

L’usucapione è un istituto in ragione del quale, trascorso un determinato periodo di tempo in cui si esercita il possesso su un bene, agendo come se si fosse proprietari e senza che tale situazione sia in alcun modo contrastata, si acquista una posizione inattaccabile anche dal legittimo titolare del diritto.

Pertanto, se è vero che l’azione di rivendicazione non è soggetta ad un termine prescrizionale, bisogna sempre fare attenzione agli istituti che l’ordinamento prevede a tutela dell’esigenza di certezza dei rapporti giuridici.

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L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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