ACQUISTO DI UN PRODOTTO DIFETTOSO: COSA DICE LA LEGGE

ACQUISTO DI UN PRODOTTO DIFETTOSO: COSA DICE LA LEGGE

La tutela del consumatore è una questione che ci sta molto a cuore tanto che, chi ci segue da tempo, sa che abbiamo dedicato molti articoli a questo tema.

Recentemente abbiamo parlato del diritto di recesso, di come si esercita e di quali sono le situazioni nelle quali è ammesso.

Come abbiamo ampiamente spiegato nell’articolo dedicato, in linea generale non è possibile “cambiare idea” e quindi restituire l’oggetto acquistato a fronte della restituzione della somma data in pagamento. Esistono ipotesi eccezionali, come quelle relative agli acquisti a distanza per i quali esiste una disciplina specifica: nel caso in cui il contratto sia stato stipulato a distanza (telefonicamente, per esempio) o al di fuori dei locali commerciali (piazze, manifestazioni…) è previsto il cosiddetto diritto di ripensamento, che consente di recedere senza costi dal contratto entro 14 giorni dalla sua sottoscrizione.

Oggi invece vogliamo parlare degli strumenti a disposizione dell’acquirente nelle ipotesi in cui non si voglia ottenere un annullamento del contratto stipulato, bensì una tutela a fronte del malfunzionamento o del vizio del prodotto acquistato.

Per queste ipotesi è prevista una disciplina che tutela ampiamente il consumatore, attribuendogli la possibilità di scegliere lo strumento di tutela che ritiene più opportuno in relazione alla sua specifica situazione ed esigenza.

Innanzitutto, è possibile chiedere la sostituzione del prodotto o la riparazione dello stesso, che dovrà avvenire senza alcuna spesa a carico dell’acquirente.

Nelle ipotesi in cui la riparazione non sia possibile o sia troppo onerosa per il venditore o quando il venditore non adempia al’obbligo di sostituire o riparare l’oggetto in tempi utili in relazione alle esigenze dell’acquirente, questi potrà ottenere una riduzione del prezzo (che implica che si possa chiedere una parte della somma versata a fronte della minor soddisfazione derivante dal vizio del prodotto) o la restituzione della somma versata.

È importante però che il vizio di conformità sia denunciato al venditore entro due mesi dal momento in cui il difetto è stato scoperto, pena la decadenza dal diritto di ottenere la restituzione della somma o la sostituzione o riparazione del prodotto.

In aggiunta a questi strumenti, la legge prevede anche la possibilità di chiedere un risarcimento degli eventuali danni subiti a causa del difetto/malfunzionamento dell’oggetto acquistato, ma l’azione dovrà essere intrapresa non nei confronti del venditore, bensì nei confronti del produttore, ovvero colui che ha fabbricato il bene o un suo componente.

Il diritto al risarcimento potrà essere esercitato entro tre anni, a seguito dei quali maturerà la prescrizione che impedirà definitivamente di rivalersi nei confronti del produttore e di ottenere il risarcimento.

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Avv. Laura Citroni
L’Avv. Citroni assiste da sempre società e gruppi societari fornendo assistenza anche nel “day to day business”. Interessata al diritto di famiglia e dei minori, nel 2014 ha pubblicato l'e-book "Questioni di Famiglia". Attualmente, oltre a pubblicare articoli sul Blog dello Studio, collabora in modo attivo con vari siti web dedicati, rivolgendo attenzione sia alle famiglie, che ai consumatori.
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